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Martedì, 5 Marzo 2024
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Redazione

Report sui disagi a Messina e minori, nel degrado rischio di abusi e devianze

Dopo 6 anni di queste politiche Sociali che con ingenti somme e un numero di operatori che sfiora i 1300, non si comprende come non ci sia stato alcun impatto sul disagio giovanile. Sarebbe il caso di avviare una attenta riflessione sul sistema avendo il coraggio di ridisegnare i confini degli interventi

Il report curato elaborato sui questionari dei giovani dell'estate addosso certifica in maniera indipendente la condizione di estrema fragilità in cui vivono molti nostri concittadini soprattutto minori.

Il disagio sociale rilevato nella ricerca  mi sento di dire che non si limita solo alle aree di risanamento ma in maniera trasversale attraversa tutti i contesti sociali. Per ben tre anni, durante il mio mandato, ho denunciato la condizione dei minori a Messina e sono stato spesso tacciato di  “allarmismo inutile”. A questi dati mancano il numero dei procedimenti civili aperti presso il Tribunale per i minorenni di Messina a tutela di minori in estrema fragilità e in condizione grave di pregiudizio che confermano i dati del report.

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Non è quanto emerge direttamente dal report, ma secondo la mia esperienza personale, abuso, maltrattamento, devianza, consumo di sostanze stupefacenti come il crack tra i giovanissimi sono la diretta conseguenza di queste situazioni degrado. 

I dati del dipartimento giustizia minorile fotografano una realtà specifica del territorio messinese. A Messina infatti c’è un alto tasso di reati violenti (aggressioni, risse) rispetto ad altri territori. Non si apprezza il fenomeno delle baby gang ma piuttosto l’aggregazione spontanea di minori residenti nei quartieri più a rischio che in centro città sono autori di agiti illeciti spesso violenti. Tale fenomeno si apprezza prevalentemente nel quadrilatero che comprende piazza municipio, Piazza Antonello, piazza Cairoli e piazza del Popolo. 

Numerosissimi sono i minori dediti allo spaccio di sostanze stupefacenti talvolta anche nelle vicinanze delle scuole. Tutto questo dovrebbe allarmare.

Dopo 6 anni di queste politiche Sociali che con ingenti somme e un numero di operatori che sfiora i 1300, non si comprende come non ci sia stato alcun impatto sul disagio giovanile. Sarebbe il caso di avviare una attenta riflessione sul sistema avendo il coraggio di ridisegnare i confini degli interventi magari ascoltando di più i professionisti che lavorano sul campo. Conosco personalmente moltissimi operatori che lavorano alla Messina Social City, alcuni di loro si sono formati direttamente con me, con molti altri ho condiviso percorsi entusiasmanti nei progetti della giustizia minorile. Apprezzo la loro preparazione e stimo il loro modo di lavorare ma non comprendo perché non vengano valorizzati. Sono professionalità d’eccellenza spesso impiegati in servizi che necessitano di essere rinnovati; sono una risorsa che non andrebbe sprecata.  Questi sono operatori di esperienza che rivendicano la loro libertà professionale, talvolta scomodi perché concentrati sui minori, ma che avrebbero tanto da dare ai giovani messinesi. 

Grandi professionalità riconosco anche dentro il dipartimento servizi sociali ma forse una maggiore attenzione all’organizzazione e alla valorizzazione delle eccellenze impatterebbe meglio sui servizi.

Mi auguro che questo report indipendente apra un dibattito serio a Messina sul disagio giovanile e confido che il sindaco prima o poi prenda delle decisioni importanti per rinnovare il settore che obiettivamente mostra qualche fragilità. Per essere eccellenza a volte ci vuole umiltà.

Questi temi dovrebbero unire piuttosto che dividere le forze politiche perché di fronte al disagio sociale non servono le appartenenze ma piuttosto l’ esperienza e conoscenza dei fenomeni.

* psicoterapeuta, già Garante per l'infanzia del Comune di Messina

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