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Mercoledì, 22 Maggio 2024
Riguardare con cura

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A cura di Domenico Barrilà

Grazie Bonaccini e Letta ma sulla Meloni state prendendo una cantonata

Le dichiarazioni di due esponenti del Pd sulla premier. Ma non si può decidere chi è fascista è chi non può essere considerato tale, sulla base di scelte diplomatiche, stati d’animo del momento, motivi di opportunità

Enrico Letta e Stefano Bonaccini dicono che Giorgia Meloni non è fascista ed è meno peggio di quanto pensassero. Per fortuna si sono fermati qui, sono stati generosi, avrebbero potuto dire, ad esempio, che i fascisti sono coloro che le danno della fascista.

Tra questi c’è il sottoscritto che, oltre a ritenerla fascista, pensa sia una persona furba e spregiudicata, sospinta da una preoccupante volontà di potenza -figlia di circostanze biografiche rispettabili-, che riesce a tenere a freno con una capacità attoriale veramente encomiabile.

Le prove sono innumerevoli, ma la pistola fumante è a Marbella, nel famigerato intervento presso la piazza dei cugini neri spagnoli, nel corso del quale la signora espose la sua visione della vita, limpidamente fascista, contenuti identici, declinati e impacchettati secondo le convenienze del momento. A Marbella era tra simili e si è comportata di conseguenza. Del resto, lo stile di vita, ossia l’impronta digitale della persona, si palesa benissimo, come nei sogni, quando dormono i controlli o pensiamo di non essere controllati.

Il mondo interiore di Giorgia Meloni, la sua vera visione della vita, è tutto in quel discorso, il resto è pura scenografia. Quell’intervento, che consiglio ai due piddini di riascoltare con attenzione e senza presumere che le persone siano disposte a lasciare decidere loro come comportarci con l’attuale presidente del consiglio (e chissà perché mentre lo scrivo di gira la testa), è un preclaro manifesto della cultura fascista degli anni duemila, pregno di affermazioni talmente gravi che dovrebbero preoccupare sia l’attuale segretario sia quello che vorrebbe succedergli, avversaria e cittadini permettendo.

A caldo avevo definito quel comizio “una vera e propria caccia all’uomo”, stranieri e omosessuali in primis, antichi marchi di fabbrica, tradizioni da mantenere, in fondo i fascisti sono conservatori, soprattutto dei privilegi dei ricchi.  Certo, non siamo tanto ingenui da pensare che la signora Giorgia Meloni si farà fotografare alla Garbatella con la mandibola aggettante e l’elmetto, con tanto di sottogola agganciato, mentre guarda l’orizzonte. No, questo non lo farà, proprio perché è furba. Adesso l’operazione riscatto personale è compiuta, la lunga marcia è finita, c’è da mantenere più a lungo possibile il patrimonio politico conquistato, quindi si può transigere, si può allentare il morso, si può allentare il sottogola.

Ora è tempo di sorrisi e ammiccamenti, con qualche sprazzo di grinta, che piace assai agli elettori del lato destro, tra i quali spiccano i cattolici integralisti, un vero problema per la società, i quali, accecati dal fanatismo, credono a una persona che si proclama cristiana, pure con orgoglio, e poi manda le navi con mamme e figli piccoli, in giro per i porti dello Stivale. Ma non è colpa sua, semmai coloro che dimenticano di ricordare, e alla signora e a molto altri come lei, che il cristianesimo sostiene che c’è un Dio creatore e da questo discende che siamo tutti fratelli. Chissà di quale cristianesimo parla la Meloni, probabilmente di quello che serve a mantenere il popolo rispettoso e devoto verso il potere. Questo Letta e Bonaccini lo vivono con disinvoltura, perché loro appartengono a una classe di cittadini che non verranno mai toccati da tali aggressioni.

A entrambi vorrei ricordare, ma credo sarà inutile, che non si può decidere chi è fascista è chi non può essere considerato tale, sulla base di scelte diplomatiche, stati d’animo del momento, motivi di opportunità. Se volessi essere malizioso, e voglio esserlo, direi che forse conviene a entrambi il basso profilo, la politica della mano tesa, mentre la signora continua a pensare che fuori dal binomio maschio-femmina esista depravazione, che il sacro suolo della Nazione appartiene solo a coloro che senza nessun merito si sono trovati a nascere qui.

Su cosa poi pensi davvero delle donne, ne parliamo la prossima volta.

Conviene all’uno e all’altro, lo ripeto, perché devono stare all’interno di un galateo che potrebbe avvantaggiarli. All’attuale segretario, perché col suo profilo né carne né pesce, sarà per i prossimi venti anni tra gli scrutinabili per il Quirinale. Al candidato alla segreteria, perché conosce la consuetudine, che vuole il segretario del Pd candidato automatico alla presidenza del consiglio; quindi, è meglio preparare legittimazioni per tempo.

Noi non abbiamo bisogno di questo, mentre sentiamo la necessità che ciascuno ci dica se il discorso di Marbella era solo campagna elettorale oppure il manifesto di un’antropologia regressiva, antiumana, precursore di una società dove ciò che pretende di vivere la propria originalità, la propria unicità (anche questo sarebbe un caposaldo del cristianesimo), dovrà passare l’esistenza a chiedere scusa.

Grazie Bonaccini e Letta ma sulla Meloni state prendendo una cantonata

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