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Lunedì, 16 Maggio 2022
Riguardare con cura

Opinioni

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A cura di Domenico Barrilà

La pedofilia nella chiesa e le responsabilità di un laicato sottomesso

La pedofilia nella Chiesa non è un fatto transitorio, dunque è tanto inutile quanto grottesco, che le autorità vaticane ripetano il medesimo, stanchissimo, rituale del dolore e dell’indignazione, sarebbe meglio cominciare a porsi delle domande serie sulle ragioni di ripetitività e vastità del fenomeno, ma direi che da quest’orecchio la Chiesa preferisce non sentirci, perché in gioco c’è la sua stessa esistenza.

La Chiesa, detto da persona che non ne fa parte, è un patrimonio del mondo, nessuno deve compiacersi dello scandalo della diocesi di Monaco e dei silenzi dei vari vescovi bavaresi, perché meno Chiesa significa meno Vangelo e, dunque, meno umanità, dal momento che il messaggio di Cristo rimane un contributo insostituibile all’evoluzione dell’uomo.

I suoi principi solidali, l’invito a porre l’altro perlomeno sullo stesso piano di se stessi, rappresentano una vera rivoluzione, forse la più grande nella storia della nostra specie.

Proprio per rispetto a tutto ciò, esorterei i vertici a lasciare perdere le litanie, non stiamo parlando di un’eccezione, di una sorpresa inaspettata, ma di un’abitudine nota a tutti, fortemente impiantata nel Dna di molti chierici, che chierici non dovrebbero essere ma lo sono grazie a criteri di selezione del personale religioso approssimativi, quando non irresponsabili. Nessuno vuole seminari vuoti, ne fa un fatto personale, così si chiudono due occhi.

Tuttavia, a questo stato di cose non ci sarà rimedio fino a quando la Chiesa non deciderà di liberarsi del feticcio del celibato. Fino ad allora continuerà a pescare in un canestro di minuscole dimensioni, che contiene quanto rimasto dalle precedenti selezioni mondane. Poco.

Segue una formazione demolitiva dell’affettività, che purtroppo interviene su panorami interiori dove già c’era poco da demolire. Una politica pedagogica rovinosa per i diretti interessati, che per il resto della loro vita cercheranno di risolvere un rebus irrisolvibile, arrangiandosi come capita. I risultati si vedono, ma guai a parlare di cambiamento, perché il mondo interno alla Chiesa è uno spaccato di umanità laborioso e violento, dove regna la maldicenza, il pettegolezzo, l’invidia, il carrierismo, l’opportunismo, gli interessi personali. Nessuno vuole cambiare perché pochissimi consacrati, a cominciare dai leader, reggerebbero alla verifica, diciamo così, di un mercato allargato.

Sono gravi le responsabilità dei credenti riguardo al crollo, verticale, almeno qui da noi, della forza attrattiva della Chiesa cattolica. Una tendenza inarrestabile, che solo un capovolgimento dell’attuale realtà o un cataclisma naturale, di quelli che spaventano le persone spingendole a rifugiarsi in una consolazione mistica, potrebbe fermare, ma i successi fondati sulla paura della clientela durano poco e possono reggere solo dove è forte l’ignoranza.

Il peccato di omissione dei fedeli, tenuti sempre in soggezione dai chierici, è il vero assassino della Chiesa, i praticanti sono sempre pronti a sorvolare sul comportamento di preti e vescovi, a difenderli contro ogni evidenza, trattandoli come bambini viziati, in definitiva rovinandoli, mentre dovrebbero essere loro a sorvegliare sul loro operato.     

Chi tace di fronte alle malefatte dei preti non è diverso dai vescovi che coprono la pedofilia. Spesso chi tace lo fa per codardia o per timore di danneggiare la Chiesa stessa, ma se costoro avessero la pazienza di contare la miriade di cattolici che negli ultimi decenni si sono allontanati dalla pratica religiosa, forse capirebbero che la loro mancanza di coraggio, la loro complicità, sono state causa di una vera e propria catastrofe, anche di quella pedofilia di cui oggi si indignano, non avendone diritto.

La salvezza della Chiesa dovrebbe essere nei laici, ma il laicato cattolico pullula di persone clericali, copie venute male di preti e suore, che subiscono pateticamente gli originali, e invece di liberarla stringono ancora di più il cappio intorno al suo collo, avvicinandola all’asfissia.

I bambini minacciati dai preti devono dire grazie anche ai laici sottomessi.   

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