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A cura di Domenico Barrilà

Green pass, la forza dei cooperatori contro l'arroganza degli individualisti

Dalla protesta dei portuali a quella della studentessa, sono in atto una serie di comportamenti che denunciano un impianto interiore antisociale. Ma il novanta per cento degli italiani si è schierato dalla parte della ragione e dei diritti e lo Stato deve tenerne conto e tutelare i comportamenti virtuosi, altrimenti si apre il vaso di Pandora di mille ricatti e il caos travolgerà tutti

Le minacce dei portuali triestini si saldano perfettamente con la vicenda della ragazza priva di green pass, a causa della quale è stata sospesa la lezione di filosofia nella sua facoltà. Due scenari ugualmente violenti, che condensano le distorsioni interiori di chi rifiuta di aderire a una necessità collettiva, per ragioni che apparirebbe chiarissime se aprissimo il grandangolare su ogni singola persona, rivelando caratteristiche specifiche, visibili in ogni manifestazione sociale di costoro. Il Covid-19 è solo uno dei mille pretesti che utilizzano per invocare il diritto di essere trattati come eccezioni.  

Nella migliore delle ipotesi siamo di fronte a personalità oppositive “a prescindere”, individui che nascondono uno o più conti aperti nei confronti della collettività o di chi la simbolizza, sovente gli ambienti familiari di origine, lineamenti costituzionali, presenti nel loro stile di vita e replicati coerentemente quale che sia la piattaforma di applicazione.

Nel caso della studentessa, questa logica si manifesta in modo addirittura caricaturale. Dopo i fatti che avevano portato alla sospensione della lezione, danneggiando cinquanta studenti colpevoli di avere rispettato le regole, essersi sottoposti a levatacce e preso mezzi pubblici, la signorina si è esibita in un comizio di fronte ad un selezionato pubblico di simili, ribaltando completamente la frittata e gettando le colpe sugli altri. Una manifestazione di vittimismo, con relativa falsificazione della realtà, che in genere registriamo nei comportamenti isterici, appoggiati su eccessi teatrali e manipolatori, sia di eventi che di persone. La studentessa, in evidente debito di attenzioni, si è comportata come un rapinatore che entra a casa vostra con una pistola in pugno e poi vi accusa di averlo disarmato e cacciato in malo modo. Incredibile.

Chi applaudiva quella ragazza per il suo show sconsiderato, sconclusionato, privo logica e lontano dalla realtà, stava incoraggiando modalità comportamentali che le si ritorceranno contro. Un pessimo servizio ad una giovane, alla quale sarebbe stato molto più utile qualcuno disposto a insegnarle che una comunità si da delle regole per potere funzionare.

Chi, per trovare il suo attimo di gloria, aggredisce coloro che rispettano regole di interesse comune, denuncia un impianto interiore antisociale che potrebbe devastargli la vita.

In genere, una persona che nella sua famiglia si è sentita amata in maniera equilibrata, che non è stata né viziata e neppure trascurata, diventa attenta alle esigenze collettive, gerarchizzando in modo maturo gli interessi in gioco, talvolta persino anteponendo i bisogni altrui ai propri. Solo l’adesione ai valori cooperativi consente di stabilire un legame produttivo, in tutti i sensi, col mondo che ci circonda, permettendoci di disegnare in modo maturo i nostri spazi di competenza, con effetti benefici sia sul nostro equilibrio interiore sia sulle relazioni sociali.

Un paese funziona in forze di tale impianto, per questo quando si palesano individualismi violenti e distruttivi, lo Stato deve prendersi le proprie responsabilità, difendendo in tutti i modi i diritti di chi rispetta le regole, evitando di assecondare i capricci di chi invoca un trattamento speciale, vellicato da politici criminali, che soffiano sul fuoco dell’individualismo, anche a costo di precipitare il Paese in un incendio dagli esiti imprevedibili.      

I dati che arrivano dall’Inghilterra, dove finalmente il parlamento stesso prende atto degli effetti devastanti della politica sanitaria clownesca e lassista del primo ministro, la stessa che vorrebbero la signorina, i portuali e i loro vicini, dicono che solo nell’ultimo mese si sono registrati 2200 morti in più rispetto all’Italia (circa 3700 contro i nostri 1500), per Covid-19. Vite che potevano essere salvate. Omicidi politici a tutti gli effetti, che un paio di leader della destra italiana, immaturi e spregiudicati, avrebbero voluto replicare in casa nostra.

Una catastrofe, quella inglese, ma gli individualisti italiani non ragionano neppure di fronte ai numeri, la prepotenza che li possiede, figlia però di insospettabili fragilità, affossa la loro ragione, per questo bisogna tenere duro e non cedere davanti alle minacce di blocco del Paese.

Il novanta per cento degli italiani si è schierato dalla parte della ragione e dei diritti, lo Stato deve tenerne conto e tutelare i comportamenti virtuosi, altrimenti si apre il vaso di Pandora di mille ricatti e il caos travolgerà tutti. Nello stesso tempo il Paese, ossia le madri e i padri di famiglia che lo abitano, dovrebbe diffidare di quei leader che non sono riusciti a mettere ordine nelle proprie biografie e minacciano le nostre.  

* Psicoterapeuta

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