Martedì, 26 Ottobre 2021
Riguardare con cura

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A cura di Domenico Barrilà

Coronavirus e dati taroccati? La pandemia discrezionale di Sicilia che non meraviglia più nessuno

Una decina di anni fa, Sicilia centrale. Prima che inizi la mia conferenza mi accompagnano in un bar sulla via principale, a prendere una granita. Molte auto sono parcheggiate in seconda fila, una scena imbarazzante e molto poco europea.

All’improvviso arriva la legge, si materializza il vigile e comincia a fischiare a pieni polmoni. Mi rivolgo al mio vicino e gli dico “Farà una strage di multe”. “Macché -mi risponde- fischia per avvisare che è passato e che, dunque, possono stare tutti tranquilli”.

Quel vigile è la perfetta rappresentazione di come viene gestito il potere in Sicilia. In modo irrimediabilmente discrezionale, una perversione che pretende di piegare la realtà ad una logica privata dove l’arbitrio trionfa sul diritto, sfigurando ogni certezza.  

Che si tratti infrazioni al codice della strada, di tamponi, di servizi, di scuola, la zuppa è sempre la stessa, il convitato di pietra è sempre la maledetta discrezionalità.

I risultati sono da vedere, con l’Isola che scivola sempre più verso il centro del Mediterraneo, non per vocazione strategica o culturale, ma per inerzia, semplice inerzia, in attesa di ricongiungersi con le sponde dell’Africa.

Ma da noi la discrezionalità non viaggia mai da sola, il suo amico del cuore è l’impreparazione. Prendiamo gli ultimi cento assessori regionali siciliani e gli ultimi 6/7 presidenti di regione isolani, facciamoli valutare da un’equipe di cacciatori di teste. Nessuna azienda con due dita di interesse al proprio destino assumerebbe politici del livello dei nostri. Nemmeno se fosse minacciata.

Il resto, tutto il resto, viene di conseguenza, anche la forza dei funzionari, che di fronte a tanta incompetenza della politica, spadroneggiano. Giganti in mezzo ai nani.

Vero, l’Italia intera patisce l’infimo livello del personale politico, ma altrove esistono contrappesi e consapevolezze in grado di ammortizzare i danni, in Sicilia sono del tutto assenti.

La vicenda dei dati sulla pandemia, taroccati da politici e funzionari regionali, non meraviglia nessuno, le indignazioni sono solo rituali, tutti sanno che si tratta di un altro capitolo dell’infinito romanzo della discrezionalità, il poema nazionale siciliano, a cui dobbiamo la sparizione del futuro e dei diritti, compreso quello alla salute.

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