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Venerdì, 12 Aprile 2024
Riguardare con cura

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A cura di Domenico Barrilà

Partito democratico, europee e dintorni: quando i valori di un partito finiscono nelle mani dei mestieranti

Il Pd sempre più popolato da individui che non comprendono il limite della loro presenza e della stessa idea di servizio. Un messaggio sinistro per la comunità nazionale, perché quando si vogliono le cose che vuole e proclama questo partito, la forma e la sostanza devono coincidere, senza eccezioni

Mentre leggo delle manovre in atto all’interno del Pd, con vista sulle candidature per le europee, ripesco un testo di Albert Camus, tratto dai suoi “Carnets”, una meravigliosa istantanea. “Da molti anni –scriveva il filosofo francese-, ogni volta che ascolto un discorso politico, che leggo quello che scrivono coloro che ci dirigono, sono terrorizzato dall’impressione di non intendere nulla che assomigli a un suono umano. Sono sempre le stesse parole che dicono sempre le stesse menzogne. Il problema è che gli uomini se ne accontentano e che la collera del popolo non ha ancora frantumato i fantocci. Riconosco in questo la prova che gli uomini non attribuiscono alcuna importanza al loro governo e che essi giocano veramente, si, veramente, con tutta una parte della loro vita e dei loro interessi vitali”.

Questo è il personale politico oggi, compreso quello del Pd, e ciò spaventa perché i valori di questo partito, gli unici davvero fondativi di una comunità evoluta, sono finiti in mano a dei mestieranti, vittime della più grave delle dipendenze, quella dal potere politico. Una patologia che nessuno vuole chiamare con questo nome, ma con la quale dobbiamo fare i conti perché tocca le nostre vite.

Il Pd è popolato di persone che soffrono di questa patologia ai livelli massimi, individui che non comprendono il limite della loro presenza e della stessa idea di servizio, credendo di essere diventati madri e padri della patria, mezzo che vuole farsi fine, pilastri di cui il Paese non può fare a meno. Ma se questo stato di fatto è sopportabile in altre compagini politiche, la sua presenza all’interno del Pd rappresenta un messaggio sinistro per la comunità nazionale, perché quando si vogliono le cose che vuole e proclama questo partito, la forma e la sostanza devono coincidere, senza eccezioni. Da tempo si vedono tra le fila del Pd individui incompatibili con le finalità per le quali è nato, alcuni dei quali, fuori dal partito, tornano a essere pure comparse, perché la loro forza arrivava da quello.   

Eccepire sugli esterni rispetto nelle liste per le europee è tipico di mestieranti che, come Gollum, ritengono il partito un loro tesoro personale, senza rendersi conto di ciò che tutti toccano con mano, ossia che molti di loro sarebbero al massimo onesti amministratori di condominio. Conosco un consigliere regionale lombardo, manifesto della pochezza, che a quasi cinquant’anni ignora persino il suono della parola lavoro, il cui unico merito è essersi costruito una carriera usando le cariche di partito. Sono persone come questa che non vogliono gli esterni, così come quei vescovi e preti incapaci che resistono al superamento del celibato, perché una platea più ampia di eleggibili li metterebbe fuori gioco per il resto della vita.

È ora di dire basta, se non lo faranno coloro che amano davvero questo partito saranno gli elettori, loro malgrado, ad affondare l’unica vera zattera di salvataggio disponibile cui potrebbe aggrapparsi il Paese.

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