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Assessorato alla cultura e poesie alle SS, quando la politica “bullizza” i cittadini

L'assessore alla Cultura, Alberto Samonà

Non mi scandalizza l’evoluzione della vicenda legata all’assessore alla cultura della Regione Sicilia e non capisco nemmeno lo stupore, le sue imbarazzanti simpatie erano note, così come era evidente l’insignificanza del suo curriculum, davvero offensivo per la massima istituzione politica siciliana, ma se lo sfondo è mediocre lo scarto con la figura non si nota.

In condizioni normali questa persona, fuori ruolo in maniera imbarazzante, priva di titoli che non siano libriccini letti solo da lui medesimo, farebbe dell’altro, ma non è un’eccezione in Sicilia, dove la politica bullizza quotidianamente i cittadini, esasperando, qui più che altrove, il drammatico problema della qualità del suo personale, mediocre quasi ovunque in Italia ma qui spudoratamente inadatto. Le conseguenze sulla vita concreta, quotidiana, ma anche sui destini remoti, dei siciliani sono drastiche, tutto peggiora ogni giorno che passa ma non le condizioni economiche della classe politica e della burocrazia, che si nutrono dell’anima dei sudditi, un popolo sofferente, disilluso, in perenne diaspora, umiliato da chi dovrebbe riscattarlo.   

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Cosa volete che sia, in questo sfacelo, la nomina di un assessore alla cultura come quello attuale. No, non mi scandalizzo per le idee del responsabile della cultura, pensate, “alla cultura”, che farei fatica a vedere come semplice consigliere nel mio comune di 20 mila abitanti. In fondo è ciò che l’Isola vuole e merita, poiché i politici se li sceglie in proprio, democraticamente.

Allora, niente compassione, nessuna comprensione, solo un doveroso dare conto di un lento ma inarrestabile suicidio di cui l’assessore di cui ci stiamo occupando è una delle tante corde utilizzate per appendersi. Mi tremerebbero i polsi se qualcuno mi chiedesse di diventare assessore alla cultura della regione in cui sono nato, mi sentirei intimidito, inadeguato e rinuncerei, sebbene non abbia mai scritto le gravi stupidaggini sul nazismo che vengono attribuite a quello in carica.

Questione di pudore, gentile assessore, malgrado il mio curriculum potrebbe incartarla un certo numero di volte, e con lei tutti quegli incoscienti, dal presidente in giù, che si permettono licenze che certo non infliggerebbero alle loro famiglie.      

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Non è l’unico a doversi dimettere, ma sarebbe un inizio promettente se lo facesse, per un attimo potremmo illuderci che in Sicilia si è affacciata la normalità.

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Siamo abbagliati dalle mongolfiere e ci perdiamo la meraviglia di un insetto che cerca di tirare sera, la tenacia di un filo d’erba, gli affanni e i sorrisi dei nostri simili. Guardare con maggiore attenzione è una necessità, perché solo occhi più attenti e compassionevoli possono rendere più umano il nostro tempo

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