Domenica, 25 Luglio 2021
Riguardare con cura

Opinioni

Riguardare con cura

A cura di Domenico Barrilà

Caro sindaco De Luca, il teatro diverte... finchè non stufa

Certi atteggiamenti fanno gruppo, creano la mistica della persecuzione ma innescano climi violenti, dai quali poi si cerca di prendere le distanze, quando è tardi. Il caso del consigliere comunale, coperto di minacce e insulti via Web, è un precedente pericoloso per la città

Il sindaco Cateno De Luca

Qualche anno fa avevo partecipato a un convegno sulla situazione delle carceri italiane, la manifestazione si svolgeva nella sala ricreazione di un istituto di pena, peraltro classificato di massima sicurezza. Nell’occasione avevo scambiato quattro chiacchiere col cappellano. Durante quella chiacchierata mi aveva parlato di un detenuto, condannato per avere ucciso la propria moglie, raccontandomi che il cardinale Carlo Maria Martini corrispondeva con quell’uomo attraverso lettere che andavano e venivano con una certa regolarità. Il sacerdote era commosso mentre riferiva, insieme ci chiedevamo dove trovasse il tempo una persona a capo della diocesi più grande del mondo, per stare dietro a un carcerato, che trovava molta consolazione nelle parole del Cardinale, il quale credo non avesse mai raccontato a nessuno di questo dialogo, nel suo stile sempre riservato.

Non saprei perché, ma quando ho letto dell’ultima trovata del sindaco di Messina mi è venuto in mente, per contrasto, l’ex arcivescovo di Milano, uomo laborioso e serio, che non concedeva nulla alla teatralità, contribuendo a plasmare quell’immagine di Milano che non sarà perfetta ma perlomeno mostra di avere un capo e una coda. Chi si occupa di un luogo lo caratterizza, nel bene e nel male.

Tuttavia, c’è una legge ferrea nella vita, i risultati sono quasi sempre figli della discrezione mai delle coreografie, chi sta davvero producendo qualcosa di duraturo, nell’interesse di una collettività, cerca di non danneggiare il proprio lavoro con uscite fuori luogo.

Certi atteggiamenti fanno gruppo, creano la mistica della persecuzione ma innescano anche climi violenti, dai quali poi si cerca di prendere le distanze, quando è tardi. Il caso del consigliere comunale, coperto di minacce e insulti via Web, dopo avere eccepito su alcuni comportamenti del sindaco, è un precedente molto pericoloso per la città. Il brodo sociologico da cui scaturiscono questi fenomeni, già manifestatisi con modalità analoghe contro i messinesi rientrati dalle vacanze sulla neve, non nasce in mezz’ora. Inutile prendersela coi “leoni da tastiera” quando si aprono i cancelli delle gabbie e ci si compiace della loro scorta.

Queste cose sono vecchie, le faceva un ex ministro degli interni, sostenuto da una struttura di disinformazione e manipolazione di grande livello, anche di perversione, per giunta pagata con soldi pubblici. Inutile dire che per giocare a questo gioco, non è necessario essere intelligenti, basta essere furbi, non saprei com’è messo a intelligenza il primo cittadino, ma in furbizia eccelle senza dubbio.

Fare finta che tutto accada per caso presuppone che i cittadini siano dei fessi, in questo i politici, anche di minimo successo, somigliano ai ricchi, diversi dei quali scambiano il loro gradimento per un chiaro segno del fato. Farsi fotografare in quella particolare circostanza, postando l’immagine del paesello natio, significa sapere esattamente cosa avrebbe provocato. Getto un sasso, qualcuno abbocca e io faccio la vittima, poi furbescamente, dopo il rituale pianto greco, incassato il dividendo, faccio l’eroe e invito tutti al porto, come dire, il caso personale, per quanto doloroso non c’entra, prima venite voi, i vostri sacri interessi. Il pubblico applaude e viene giù la curva.

Stiamo attenti, però, il Coronavirus ci dimostra che quanto ritenevamo acquisito per sempre, può perdersi in un attimo. La democrazia è una pianta delicata, le istituzioni devono proteggerla non istigare i suoi nemici.

Il sindaco attuale aveva, spero ancora abbia, le capacità amministrative per lasciare il segno, senza ricorrere a questi mezzi di dubbio gusto, ma il suo comportamento perennemente sopra i limiti, oltre a porre una serie di domande, rischia di rovinare una sindacatura dalla quale era lecito attendersi più arrosto che fumo, il contrario di ciò che era accaduto nel recente passato.

A meno che, come immagino, Messina non sia solo una tappa di passaggio per traguardi più grandi. In questo caso bisogna solo attendere, il tempo, come sempre, sarà galantuomo. Noi speriamo non sia così.

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