rotate-mobile
Riguardare con cura

Riguardare con cura

A cura di Domenico Barrilà

La politica in Sicilia così inutile ma generosa con se stessa

Molto più che altrove, nell'isola la politica è un mestiere, a protagonisti della quale, però, nessuno chiede conto dei risultati. Se le aziende funzionassero con questi criteri, l’Italia sarebbe dietro il Bangladesh

Non vale la pena affrontare il tema che segue, così come non vale la pena occuparsi di altre distorsioni che riguardano la Sicilia. Tempo perso. Tuttavia, nella quasi impossibilità di cambiare la politica locale, si deve perlomeno esercitare il dovere di censirne le gesta.

A maggior ragione in Sicilia, dove la politica è esente da controlli da parte dei cittadini e può fare ciò che vuole, nella certezza di passare inosservata. Mi chiedo, infatti, chi si è accorto che i parlamentari regionali si sono aumentati lo stipendio, già molto pingue, di ulteriori novecento euro mensili. Pare se ne siano accorti i vescovi siciliani, che prendono posizione con una nota, non è bello, però, delegare alla Chiesa un compito che prima di tutto dovrebbe essere assolto da noi cittadini, cittadini comuni dico, evitando di lasciare la stecca ai pochi Peppino Impastato o don Puglisi in circolazione.

Non è una novità, da noi potrebbero tornare gli elefanti di Annibale e nessuno li vedrebbe, anche se attraversassero città e paesi in parata, per questo siamo un’isola “felice”.

Non stiamo parlando della Scandinavia, ma di un luogo dove quelle “ulteriori” quasi mille euro rappresentano un reddito con i fiocchi, perché mediamente un ragazzo ne guadagna 500, spesso in nero. Una conferma, ma non serviva, che la politica è il vero, irrisolvibile, problema della Sicilia e di molta parte del Meridione, ma allo stesso tempo la certificazione di un’altra tragedia, se possibile, più grande della prima, la strafottenza delle persone che, invece di lagnarsi, e vedere partire i loro figli a frotte, dovrebbero difendere i propri interessi, non solo quelli personali, quelli che si negoziano col politico di riferimento, e chiedere conto quotidianamente ai propri rappresentanti. Invece, si comportano come i tifosi davanti ai campioni, si mettono in fila per chiedere autografi, per non dire altro. Dimenticano che la causa della loro mortificazione continua sono proprio quei politici che invece di servirli se ne servono.

In Sicilia, molto più che altrove, la politica è un mestiere, a protagonisti della quale, però, nessuno chiede conto dei risultati. Se le aziende funzionassero con questi criteri, l’Italia sarebbe dietro il Bangladesh, ma con la politica si può fare, tanto i conti non li paga certo chi, grazie ad essa, si porta a casa stipendi d’oro.

Se poi ci vogliamo alzare la cresta con argomenti ridicoli, accomodiamoci pure, possiamo anche dire che altrove gli aumenti ci sono stati, ma in certi casi parliamo in un mondo a parte, dove almeno i servizi funzionano.  In Emilia-Romagna, regione ricca di eccellenze, dai servizi sociali a quelli sanitari, con biblioteche e servizi culturali di livello europeo, i consiglieri regionali prendono qualcosa meno dei nostri, che peraltro godono di un costo della vita molto più basso.

Qualcuno mi rimette sotto il naso un’intervista sulla questione al parlamentare siciliano di Forza Italia Gianfranco Micciché, che non avevo letto di proposito, dove dice che lui, facendo politica, ci avrebbe perso, perché prima guadagnava molto di più. Può darsi sia vero, ma mi domando un paio di cose. La prima è se in un paese normale si può passare disinvoltamente dall’azienda del datore di lavoro al partito del datore di lavoro. La seconda è se c’è un prezzo per la notorietà e l’enorme potere ricevuti in dote dalla politica in tutti questi anni, guadagnandosi l’occasione di contare qualcosa ma, soprattutto, di cambiare in meglio la vita della nostra gente. Il primo obiettivo è stato sicuramente raggiunto, il resto, quello per cui esiste la politica, lo lascerei giudicare ai siciliani.

Quest’uomo è passato da funzionario di Publitalia (è notorio che i funzionari di questa azienda vengono intervistati un giorno si e l’altro pure dai quotidiani nazionali) a politico influente, che può permettersi si mandare a casa quando vuole il presidente della Regione.

Non mi pare ci abbia perso così tanto. Quanto, invece, ci abbia guadagnato la Sicilia è presto per dirlo. Non è facile fare i conti.

La politica in Sicilia così inutile ma generosa con se stessa

MessinaToday è in caricamento