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Lunedì, 16 Maggio 2022
Cronaca

La tentata fuga degli assistenti sociali, Russo chiede l'ispezione: "Sono sfruttati oltre ogni limite di sopportazione fisica"

Dopo l'allarme del Garante dell'Infanzia e del procuratore Pagano, il consigliere del Pd chiede di rafforzare "un servizio essenziale" e indagare sulla richiesta in massa di trasferimento. I retroscena

La "tentata fuga" degli assistenti sociali del Comune e l'allarme del Garante dei Minori nonchè quello del procuratore del tribunale dei minori, Andrea Pagano al centro del dibattito politico. Dopo l'audizione in commissione Politiche sociali e la questione degli otto operatori che hanno chiesto in massa di passare ad altre mansioni - come scritto da  MessinaToday - è il consigliere comunale del Pd Alessandro Russo a chiedere una attività ispettiva per verificare le ragioni del malcontento e le denunce su un organico sottodimensionato rispetto le necessità del territorio su questioni così delicate che vedono invece triplicare le esigenze di sostegno soprattutto fra i giovanissimi.

Famiglie emarginate e servizi da potenziare

“Il procuratore Pagano - spiega Russo - ha ribadito con unanime consenso delle forze politiche come il servizio di assistenti sociali del Comune di Messina debba essere rafforzato e potenziato non solo nella dotazione organica, che è ben al di sotto dei numeri previsti dalla legge in rapporto alla popolazione messinese, ma anche nella dotazione strumentale, nella diffusione territoriale al fine di “auscultare” il bisogno sociale dei territori più periferici e delle famiglie più emarginate, nella capacità di raccordo interistituzionale con gli altri soggetti chiamati a gestire il disagio minorile e giovanile: ASP, Provveditorato agli Studi, scuole e agenzie di socializzazione sul territorio”.

Una rete, come è emerso dalle parole del procuratore Pagano, che ad oggi funziona a mezzo servizio. “Sono pochi, gli assistenti sociali. Sono sfruttati oltre ogni limite di sopportazione fisica, dovendo fronteggiare decine di casi di emarginazione, dai migranti ai minori non accompagnati, dall'assistenza alle famiglie a rischio, ai minori devianti, dall'assistenza alle famiglie percettrici di reddito di cittadinanza fino ai casi provenienti dalla Procura minorile”.  

"Rafforzare la struttura servizi sociali"

Anche Russo sostiene che servirebbe un potenziamento dell'organico, “non un costo per il Comune ma come un vero e proprio investimento per il lungo periodo. Serve un rafforzamento della struttura dei servizi sociali, abbandonando la facile narrazione per la quale, avendo creato la Messina Social City, i problemi dei servizi sociali a Messina non siano più urgenti. Tutt'altro. Accanto alla Messina Social City va rafforzato, con investimenti immediati, il servizio di assistenti sociali del Comune, dando loro un coordinamento competente e in rete con le altre istituzioni del territorio, non abbandonando a se stessi i pochi assistenti sociali del Comune, i quali devono agire con grande senso di sacrificio e  nonostante le tante difficoltà operative fronteggiando in solitaria e con sola forza di volontà e professionalità una mole di lavoro che andrebbe per legge affrontata con un numero di assistenti sociali più che quattro volte ampio rispetto a quello che abbiamo”.

E sulla richiesta di trasferimento...

Per il consigliere del Pd “l'Amministrazione non deve sanzionare e colpire gli assistenti sociali che chiedono di essere trasferiti: non è con la logica della punizione esemplare che si risolve il disagio strutturale del servizio. Andrebbe invece indagato e capito perché tutti gli assistenti sociali decidono di chiedere di essere trasferiti; andrebbe capito la ragione di ciò, indagando le motivazioni di tale malessere generale e cercare di risolvere strutturalmente gli eventuali problemi riscontrati.  Si apprenderebbe così che un numero così ridotto di personale per fronteggiare un numero così grande di fascicoli è al limite della sopportazione umana, altro che scarsa disponibilità al lavoro! Finora, nonostante le difficoltà, gli assistenti sociali coinvolti hanno saputo gestire problematiche numerosissime e molto gravi con grande professionalità: che senso ha, quindi, sanzionarli? Il Comune non può agire con spirito di repressione nei confronti di un servizio essenziale e dei suoi operatori. Il Comune deve rafforzarlo, semmai. E deve cercare di capire le ragioni di un malessere così diffuso da parte degli operatori coinvolti, provvedendo a risolvere le cause originarie. 

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