Autorità dello Stretto, la sfida di Mega: "Porti tecnologici e un sistema rapido di trasporto tra Messina e Reggio Calabria"

La prima uscita ufficiale del nuovo presidente dell'Autorità portuale dello Stretto. Cinque infrastrutture da gestire in due regioni diverse e l'impegno per recuperare la zona falcata. "Occorre ragionare come unico sistema"

"Il primo obiettivo è quello di ragionare in un'ottica di sistema".

Mario Paolo Mega, nuovo presidente dell'Autorità portuale dello Stretto, ha le idee chiare su come programmare il lavoro che lo vedrà protagonista in Sicilia e Calabria nella gestione di ben cinque porti con potenzialità e caratteristiche diverse. Tasselli di un nuovo mosaico da comporre e mettere soprattutto a regime nell'ottica di un miglioramento del servizio turistico e commerciale tra le due sponde dello Stretto.

L'agenda di Mega, ad una settimana dal suo insediamento, è fitta di impegni e di incontri istituzionali. Dai colloqui già avuti con i sindaci di Messina, Milazzo e San Filippo del Mela a quelli in programma con le autorità calabresi per i porti di Reggio Calabria e Villa San Giovanni.

Il suo background tecnico, fa intuire una strategia finalizzata ad apportare un'innovazione tecnologica all'intero sistema portuale dello Stretto, inserendo in questa nuova strategia i progetti già in cantiere ereditati dalla precedente amministrazione.

L'eredità di Antonino De Simone

"Ringrazio il mio predecessore Antonino De Simone - spiega Mega - che fin qui ha operato nell'interesse dell'ente portando ottimi risultati. Assicurerò una continuità nella gestione di quella che è la sedicesima autorità portuale sul piano nazionale. Nei primi mesi bisognerà lavorare per costituira la nuova Autorità e pianificare le azioni tenendo ben presente gli strumenti fondamentali come il piano regolatore portuale e il piano energetico. Occorre ragionare in un'ottica di sistema con il coraggio di prendere scelte. Servirà quindi implementare l'organico attualmente a disposizione la cui qualità comunque non si discute".

E sui progetti in itinere Mega si è fatto trovare già pronto. "Confermo l'impegno sulla zona falcata - precisa - lavoreremo per individuare risorse necessarie a partire con le opere di bonifica. La città potrà dire di aver risolto il problema solo quando l'intera area potrà essere utilizzata per altre finalità. Il rapporto con il territorio è fondamentale".

Non sarà però facile gestire cinque porti in due regioni diverse mantenendo un equlibrio nell'elaborazione di un piano strategico che possa non scontentare nessuna delle parti chiamate in causa. Ma per Mega i porti di Messina, Tremestieri, Milazzo, Reggio Calabria e Villa San Giovanni appartengono ad un unico sistema. 

"L'obiettivo - spiega - è individuare il centro nevralgico dell'intera area dello Stretto condividendo una strategia comune dal punto di vista commerciale e della mobilità. Se si punta sul nuovo porto di Tremestieri e sulla piastra logistica occorre pensare anche al porto di Pentimele creando un collegamento rapido e di qualità. Le Zes sono utili d'altronde solo se collegate bene alle aree retroportuali che devono funzionare a regime. Servono infrastrutture moderne e tecnologicamente avanzate". 

Mega ha poi commentato il ricorso presentato dalla regione Calabria contro l'istituzione dell'autorità portuale dello Stretto. "E' stata impugnata una legge dello Stato e la partita si gioca su altri tavoli. Credo comunque che fare base a Gioia Tauro sia una soluzione poco ottimale per l'area dello Stretto, Messina e Milazzo non possono perdere la loro autonomia".

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