Risse organizzate a tavolino per intimidire i gestori dei locali della movida

Il modus operandi del gruppo criminale sgomitato da Dia e squadra mobile. Estorsioni e minacce agli imprenditori costretti ad assumere buttafuori graditi all'organizzazione. Coinvolti accusati anche di rapine e sequestro di persona. Il coraggio di chi ha denunciato

Dietro le numerose risse avvenute negli ultimi due anni nei locali della movida, c'era la regia di un gruppo criminale che faceva scoppiare il caos durante le serate per estorcere denaro agli imprenditori che le organizzavano.

E' quanto emerge dall'operazione Flower, condotta dalla Dda e dalla squadra mobile, che questa mattina ha portato all'arresto di dieci persone.

Il questore Vito Calvino lo ha definito un gruppo criminale agguerrito e pericoloso, protagonista da fine 2017 al giugno 2019 di estorsioni e rapine cruente. Gli investigatori hanno riconosciuto un modus operandi di puro stile mafioso, pur non contestando il reato di associazione.

I nomi e i ruoli dei dieci arrestati

La movida al centro degli interessi dei criminali che realizzavano profitti estorcendo denaro ai gestori dei locali più affollati dai giovani come il M'Ama, il Palcò, l'Officina o il Golden Beach. Qui avvenivano le "risse pilotate" che spesso coinvolgevano ignari avventori e determinavano la chiusura del locale interessato per motivi di sicurezza. 

"Portato alla luce - ha spiegato stamane il procuratore Rosa Raffa - un meccanismo estorsivo molto efficace. Le risse erano forme di provocazione e pressione agli imprenditori affinché pagassero denaro (anche 500 euro al mese) e assumessero determinati soggetti come buttafuori".

E proprio la denuncia dei gestori dei locali, finiti nel mirino della banda criminale, ha permesso agli inquirenti di avviare le opportune indagini e scoperchiare il sistema. Gli investigatori si sono anche serviti della testimonianza del collaboratore Giuseppe Selvaggio che ben consoceva i metodi dell'organizzazione. 

Il video con l'operazione di polizia

A capo della banda c'erano Giovanni Lo Duca e Giovanni De Luca, quest'ultimo ancora ricercato dalla polizia. Erano loro a manovrare i fili servendosi di personaggi di fiducia che materialmente compivano i reati. Tra le assunzioni imposte con le minacce quelle dei buttafuori Domenico Mazzitello e Vincenzo Gangemi.

L'esecutore principale era Kevin Schepis, già fermato per la rapina a una tabaccheria di viale Europa avvenuta il mese scorso. A lui sono contestate anche cruente aggressioni fisiche e lesioni personali ai danni delle vittime finite nella trappola estorsiva. 

Le rapine

Ad alcuni elementi della cellula criminale sono state attribuite anche rapine commesse negli ultimi mesi a danno di alcuni esercizi commerciali della città.

In particolare, la rapina del maggio scorso al centro commerciale Maregrosso, in quell'occasione la Dia contesta anche il reato di sequestro di persona con la guardia giurata tenuta in ostaggio durante l'effettuazione del colpo. Riconducibile alla cellula criminale anche della rapina alla sala scommesse di Contesse.

Episodi ricostruiti grazie all'analisi delle immagini delle telecamere che la polizia ha posto nella vicinanze delle case dei soggetti coinvolti.

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