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Martedì, 24 Maggio 2022
Cronaca

Referendum Montemare, un nuovo Comitato dice no: "Staccarsi non è la scelta giusta"

L'iniziativa di un gruppo di cittadini in vista della consultazione del prossimo 12 giugno. Sui social la presentazione e il messaggio a tutti i messinesi

A due mesi dal referendum, cresce l'attesa per capire quale sarà l'orientamento dei messinesi chiamati, oltre all'elezione del sindaco, anche a decidere sulla nascita del nuovo comune di Montemare. A sostegno del No nasce un comunicato che verrà presentato sui social alle 19. L'iniziativa nasce dai cittadini Alfredo Mangano, Adriano Merlino, Domenica Costa e Carlo Ziino. Saranno loro a chiarire il percorso compiuto sin ora dal Comitato, i motivi per votare No ed i progetti presenti e futuri in vista del voto.

"Vogliamo essere chiari, trasparenti e rendere consapevoli i cittadini sul progetto Montemare, vogliamo farlo in maniera semplice rendendo comprensibili le contraddizioni di un progetto nato da deboli presupposti e sviluppatosi peggio. Solamente la consapevolezza sul tema potrà consentire non solo di evitare un disastro territoriale senza ritorno ma anche di poter ricominciare, con soluzioni vere, a dare risposte alle criticità dei villaggi cittadini includendoli fattivamente nel contesto cittadino, il segreto della nostra città sta proprio nella sua diversificazione territoriale. Ci appelliamo alla Politica affinché agisca dando il suo contributo per evitare questo disastro." afferma Alfredo Mangano, presidente del Comitato.

Più diretta è invece Domenica Costa: "I nostri villaggi hanno delle criticità non indifferenti, ma Montemare non è la soluzione ma anzi rappresenterebbe il colpo di grazia per tutti noi, bisogna potenziare i servizi ed il territorio, ma ciò è fattibile solamente da parte di un grande Comune con relative risorse ed organizzazione e non già dall'ennesimo microcomune che non può affrontare queste sfide né dal punto di vista organico né economico"

Conclude Carlo Ziino: "Diminuire i quartieri da 14 a 6 fù un gravissimo errore, furono create delle macro aree con ben poco in comune e ciò ha reso impossibile la gestione dei territori. Bisogna ripartire dalle nuove Municipalità ma non limitandosi ad una mera revisione di nome ma anche di numero e suddivisione territoriale, solamente così si potranno realizzare risposte mirate che siano coerenti con le esigenze del nostro diversificato territorio"

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