Dopo la Raffineria di Milazzo la Centrale A2A di San Filippo del Mela, stato di agitazione dell'indotto

Assemblea dei sindacati Fiom Cgil, Fim Cisl e Uilm che ha deciso di passare alla protesta per i mancati reintegri dei lavoratori licenziati per fine appalto nel 2019

Lavoratori dell'indotto a2a

Dopo la Raffineria di Milazzo adesso è stato di agitazione dei lavoratori dell'indotto della Centrale elettrica A2A di San Filippo del Mela. I sindacati Fiom Cgil, Fim Cisl e Uilm sono arrivati alla decisione dopo l'assemblea riunita per l'immediata assunzione di tutto il personale licenziato per fine appalto ormai più di un anno fa. 

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"Non è accettabile che le aziende appaltatrici di un impianto industriale come la centrale elettrica agiscano al di fuori di ogni responsabilità sociale all’interno di un territorio che ha pagato un importante tributo per quella produzione e che pretende il mantenimento dei livelli occupazionali fino all’ultimo posto di lavoro - sostengono le organizzazioni sindacali - inoltre, in sede prefettizia era stato indicato un percorso che – tramite la definizione di criteri indicati dalla committente – avrebbe portato al riassorbimento del personale: l’assemblea di oggi sta a denunciare che quel percorso non è stato completato e che, nella sua articolazione, ha visto un massiccio ricorso a contratti iper-precari che non assicurano alcuna garanzia sulla qualità degli stessi livelli occupazionali impegnati nell’indotto metalmeccanico". Fiom, Fim e Uilm chiedono alla Committente A2A e a tutti i livelli istituzionali di intervenire a tutela dei lavoratori coinvolti, segnalando pure che sui 3 operai rimasti fuori dalla Centrale si gioca una partita che investe il sistema delle relazioni sindacali, conquistato con importanti mobilitazioni dai lavoratori di quell’impianto e che qualche azienda appaltatrice - secondo i sindacati - vive invece con particolare insofferenza.
 

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