Venerdì, 30 Luglio 2021
Cronaca

Abilitazione alla professione forense, il sito del Ministero in tilt: diffusi erroneamente i dati degli aspiranti

A segnalare il malfunzionamento del software Dario Carbone, Piero Adamo e Ciccio Rizzo. "Abbiamo prontamente informato il Andrea Delmastro Delle Vedove che ha immediatamente predisposto una interrogazione parlamentare a risposta scritta al Ministro della Giustizia”, dichiarano

Provano ad accedere all'area personale per visualizzare le comunicazioni legate all'esame per l'abilitazione alla professione forense ma visualizzano la pagina con i dati dei colleghi. È quanto sta accadendo da ieri sera al sistema inforatico del dicastero segnalato dagli avvocati  Francesco Rizzo, componente dell’Assemblea Nazionale di Fratelli d’Italia, Piero Adamo, Presidente del Circolo “dello Stretto” di Fratelli d’Italia, Dario Carbone, Vice Presidente del Circolo “dello Stretto” di Fratelli d’Italia, e Andrea Fiore, Coordinatore di Gioventù Nazionale – Città Metropolitana di Messina. 

"Da ieri sera infatti migliaia di giovani colleghi - già destinatari della convocazione presso i locali della propria Corte d’Appello per lo svolgimento del primo esame orale - accedendo alla propria area personale hanno visualizzato la pagina personale e le comunicazioni riferite ad altri candidati, appartenenti ad altre Corti d’Appello, venendo a conoscenza di dati personali come indirizzo mail, numero di telefono, codice fiscale e residenza, il tutto in spregio palese alla normativa relativa al diritto alla privacy ed alla tutela dei dati sensibili", scrivono in una nota. 

“Non è accettabile che il sistema informatico di un Dicastero vada in tilt provocando la fuga di dati personali di migliaia di giovani colleghi. Abbiamo prontamente informato il collega Andrea Delmastro Delle Vedove che ha immediatamente predisposto una interrogazione parlamentare a risposta scritta a Marta Cartabia, Ministro della Giustizia.” dichiarano Rizzo e Adamo.

“I giovani colleghi che dovranno sostenere l’esame di abilitazione alla professione forense continuano ad essere bistrattati e presi in giro dopo mesi di rinvii, comunicazioni tardive e disorganizzazione. Riteniamo che i praticanti avvocati meritino rispetto ed è per questo che abbiamo richiesto anche alle Istituzioni Forensi una netta presa di posizione ed un intervento a tutela della classe forense che verrà”, concludono Carbone e Fiore.

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