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Sabato, 21 Maggio 2022
Cronaca

Fondo Fucile, gli occhi lucidi di chi ci ha vissuto una vita: “Felici ma qui ci sono tutti i nostri ricordi”

Gli ormai ex abitanti delle casette presenti all’avvio delle operazioni di bonifica e demolizione: “Siamo brave persone, spesso ci hanno giudicato solo perché vivevamo qui”

Gli occhi lucidi, lì a guardare il sindaco che a colpi di mazza avvia con tanto orgoglio la demolizione della baraccopoli di Fondo Fucile. Quella è stata casa loro sino a poco tempo fa. E sono stati tanti gli ex residenti che hanno voluto essere presenti. Questa è il simbolo delle baraccopoli messinesi. “Sono un’ottantina in tutto il territorio comunale, ottanta ferite. Fondo Fucile è la ferita più profonda” ha detto il presidente di Arisme, Marcello Scurria, colui che ha avuto il rapporto più diretto con chi viveva in questa e nelle altre baracche della città. 

“Ho una casa vera da un anno, per quarant’anni ho abitato in una baracca, dall’altro lato – indica uno di loro – mi dispiace solo per l’età, che sono già grande. Ma qui ho lasciato la mia vita, ero abituato a viverci, adesso nella nuova casa mi sento quasi a disagio”. 

Un gruppo di donne osserva le operazioni, alcune sorridono, altre non hanno voglia di parlare ma fanno largo a chi, invece, se la sente. “Non ci sperava più nessuno che sarebbe arrivato questo giorno – dice – invece finalmente è arrivato. Non stavamo qui da tempo, appena ci hanno dato la casa abbiamo portato via le nostre cose e da quasi un anno non c’era più nessuno. Non pensavamo che sarebbe accaduto, credevamo fossero le solite promesse e invece il sindaco ci ha aiutato. Restano i nostri ricordi perché è vero che è brutto stare nelle baracche però siamo cresciuti tutti qui, ci aiutavamo a vicenda e sono rimasti comunque bei ricordi. Spesso sia stati giudicati solo perché vivevamo qui ma siamo delle brave persone”. 

Un misto di malinconia e di speranza, parole consegnate ai microfoni e ai taccuini mentre gli uomini in tuta bianca iniziano la sanificazione e le operazioni di bonifica propedeutiche alla demolizione. 

“Qui si entrava con i pacchi di pasta ed i buoni benzina – ha detto invece il sindaco De Luca – c’era chi sfruttava la fragilità di questo territorio. Oggi abbiamo liberato questa gente dal ricatto e dalla schiavitù”

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