Martedì, 15 Giugno 2021
Cronaca

La rivoluzione di Acquedolci, Oriti: “Vi racconto la svolta con i beni culturali, presto la grotta patrimonio Unesco”

Tavolo tecnico con il vice-sindaco dopo il contratto di costa che finanzia tre progetti di riqualificazione. Ma c'è anche una nuova campagna di scavi e una sfida a medio lungo termine

Foto scattata durante il tavolo tecnico

"Siamo felici di ridisegnare Acquedolci".  Lo esprime con orgoglio il  vice-sindaco Salvatore Oriti all'indomani dell'arrivo del decreto di finanziamento del Contratto di costa.  Un traguardo importante questo che consentirà  di completare la messa in sicurezza del vasto tratto di costa compreso tra le due Fiumare Inganno e Furiano, iniziato nel lontano 2005 con il riconoscimento del più alto rischio contemplato nel PAI, ossia R4  grazie  al quale  i progetti sono stati ritenuti idonei ai finanziamenti del Patto per il Sud e oggi  del Decreto del Contratto di Costa.

Come cambierà Acquedolci grazie ai soldi della Regione necessari  per la progettazione?  Si potranno riqualificare due spiagge e  si interverrà su un depuratore che da anni provoca ingenti danni dal punto di vista igienico-sanitario.  Si metterà al sicuro inoltre un'opera pubblica, costruita con Mutuo ventennale, a carico delle casse comunali, pochi anni dopo messa a rischio dalle mareggiate che hanno invaso il marciapiede del versante nord della stessa infrastruttura.

"Un grazie a quanti in tempi diversi e con rispettive competenze hanno permesso di raggiungere questo obiettivo", dichiara sottisfatto il vice-sindaco.  Le belle notizie  per il comune messinese non finiscono qui,  ieri un tavolo tecnico per la ripresa a breve dei lavori  degli scavi della Grotta di San Teodoro  fermi al 2006  e  per il Castello Cupane. Si  punta all'inclusione della grotta come bene dell'Unesco.

"Ieri incontro particolarmente proficuo-aggiunge Oriti- per la valenza dei rappresentanti al tavolo e poi un obiettivo a breve termine una convenzione per la ripresa di una nuova campagna di scavi e una sfida a medio lungo termine, che si proietti negli anni con al sottoscrizione di un protocollo d'intesa che coinvolga tutte le istituzioni e che garantisca per il futuro un cronoprogramma al di là del  cambio ai vertici degli enti, con un costante impegno  di tutela, valorizzazione e promozione dei nostri beni culturali di straordinarie potenzialità  e con ricadute, in termini di crescita e sviluppo, certo non solo per Acquedolci ma anche di un'area pià vasta".

 

Dall'incontro è emersa la volontà di  dar vita  ad un progetto d'insieme  testo a salvagurdare  i beni culturali  di tutta l'area dei Nebrodi e Tindari. Hanno partecipato all'iniziativa  il soprintendente dei Beni culturali  e ambientali di Messina la dottoressa Mirella Vinci; il direttore del parco  Tindari-Nebrodi il dottor Salvatore Gueli; il commissario straordinario  del Parco naturale dei Nebrodi il dottor Ginluca Ferlito; il commissario della stazione forestale di Caronia Scaffidi, il professor Filippo Grasso  per l'Università e Pippo Natoli.

Si parla di

In Evidenza

Potrebbe interessarti

La rivoluzione di Acquedolci, Oriti: “Vi racconto la svolta con i beni culturali, presto la grotta patrimonio Unesco”

MessinaToday è in caricamento