Giovedì, 18 Luglio 2024
Cronaca

Fuorisede e servizi abitativi, l'attenzione dei tre candidati a Rettore: "Rendere l'offerta di Unime attrattiva"

Dallo sportello dedicato alle richieste degli alunni "in trasferta" alle agevolazioni per usufruire delle residenze universitarie fino al potenziamento dei trasporti. Ecco cosa dicono i programmi dei docenti in corsa per l'ermellino e come vogliono affrontare una delle questioni più spinose dell'Ateneo che costa ogni anno il calo demografico dell'università e la fuga di iscritti

Uno sportello di accoglienza dedicato, l'incremento dei posti letto a disposizione, un maggior numero di iniziative con lo scopo di rendere l'Università un luogo inclusivo e il potenziamento dei trasporti. Sono queste alcune delle priorità dei tre docenti in corsa per l'ermellino, Giovanna Spatari, Giovanni Moschella e Michele Limosani, che nei programmi a supporto delle elezioni universitarie non hanno tralasciato di dedicare spazio agli studenti fuorisede.

Una fetta molto ampia dell'utenza dell'Ateneo peloritano, che rappresenta circa un quarto del numero degli studenti iscritti, fra lauree triennali, magistrali, dottorandi e assegnisti, e che, allo stesso tempo, rappresenta anche la "fascia più fragile" della popolazione universitaria, maggiormente bisognosa di servizi a supporto. Oltre alla verifica dei progetti già messi in atto dalla passata amministrazione universitaria, la sfida maggiore è quella di venire incontro alle esigenze di chi investe risorse economiche per studiare a Messina. Il primo compito del nuovo Rettore, infatti, sarà quello di rispondere alle richieste degli studenti che hanno avanzato in più occasione non soltanto la difficoltà a sostenere le spese di alloggio in città, ma anche l'assenza di un servizio adeguato legato a trasporti e aule studio. 

Giovanni Moschella: "Questione abitativa imprescindibile componente del diritto allo studio" 

Agevolare l'inserimento degli studenti fuorisede è la priorità di Giovanni Moschella, il cui programma è quello di rendere l'Università di Messina attrattiva al pari degli altri atenei italiani per riuscire a ridurre il trend di trasferimenti fuori dalla città dello Stretto di cui l'Ateneo risente maggiormente per quanto riguarda la formazione specialistica e post-laurea.  "La “questione abitativa studentesca” si è imposta nell’agenda pubblica, soprattutto in quelle realtà con evidenti disfunzioni nel funzionamento del mercato immobiliare, come imprescindibile componente del diritto allo studio - si legge nel programma -Diversi elementi permettono di cogliere il valore di una politica abitativa studentesca migliore, così come di un’offerta di servizi più ampia e articolata che possa soddisfare anche le esigenze della “popolazione universitaria” che, al di là di alcune specifiche attività, tende ad utilizzare – se disponibili – i servizi pubblici entrando non di rado “in competizione” con i residenti che quei servizi pagano", si legge nel programma. 

Fondamentale è, innanzitutto, abbattere i costi di residenza nonché offrire più servizi economici a chi sceglie di proseguire il proprio percorso post-laurea in città. "È sempre più evidente (e diverse inchieste a livello locale come a livello internazionale lo hanno dimostrato) che la dotazione di servizi e la loro accessibilità – come i costi e le condizioni di accoglienza e abitabilità – incidano significativamente sull’attrattività di una “città con Università” (v. il caso di Bologna), con immediato riflesso nelle preferenze di sede per la propria formazione per i cosiddetti studenti “fuori sede”. l’agevolazione dell’inserimento di neo-specializzandi fuori- sede, fornendo informazioni logistiche generali e agevolandone la ricerca di soluzioni abitative sia a medio termine (es., per l’intera durata della scuola di specializzazione) che per brevi periodi (es., specializzandi in "rotazione" all'interno della rete formativa), attraverso l'istituzione di uno sportello di accoglienza dedicato", scrive ancora Moschella. 

Giovanna Spatari: "Design moderno e funzionale negli spazi comuni" 

Che l'Università di Messina sia sulla strada giusta per poter essere più ospitale nei confronti degli studenti offrendo maggiori servizi lo si evince dal programma di Giovanna Spatari che, riprendendo il dibattito nazionale sulla richiesta di ospitalità non disconosce che Messina è "distante dal raggiungimento del punto di equilibrio in base al quale è necessario che ogni sede universitaria sia in grado di offrire un numero di posti letto pari al 20% dei propri studenti fuorisede", si legge nel programma. La priorità è certamente arginare il calo di iscrizioni. Come? Tramite "un rafforzamento delle iniziative volte a creare un modello di comunità calibrato sulle esigenze dei nostri giovani", scrive la docente. "In una prospettiva di più largo respiro, l’Università deve poi farsi promotrice di iniziative culturali, sociali, sportive, mettendo a supporto spazi di condivisione e aggregazione che rendano la nostra città sempre più accogliente, solidale, inclusiva e aperta alle esigenze dell’intera popolazione studentesca. Il tema degli alloggi e dell’edilizia residenziale a favore di studenti e docenti è certamente cruciale" aggiunge.

Garantire ospitalità in centro e nei poli decentrati resta fondamentale, insieme alla realizzazione di "spazi finalizzati al riposo e al consumo di cibi e bevande che siano pensati come spazi aperti e luoghi di condivisione del pensiero. Progettati secondo un design moderno e funzionale, saranno dotati di erogatori di cibi e bevande, frigo-bar, poltrone, sedute, tavoli e punti di ricarica per PC, tablet e cellulari", scrive, annunciando, dati alla mano, che grazie al credito d’imposta per le residenze universitarie, ottenuto tramite fondi del PNRR, l'Ateneo potrà investire ancora 1 miliardo di euro.  

"È intenzione della futura governance riprogrammare e ampliare il programma “Casa UniMe" consentendo ad un maggior numero di studenti di potersi trasferire in città per frequentare le lezioni curriculari. Verranno messe a disposizioni ulteriori somme da stanziarsi a favore degli studenti che risulteranno domiciliati a Messina, ma residenti in altro Comune, a condizione che stipulino un regolare contratto di locazione avente ad oggetto il godimento di un immobile, o di una sua porzione, ricadente nell’area del Comune di Messina, per una durata non inferiore a 10 mesi", ribadisce Spatari. 

Michele Limosani: "Non soltanto alloggi ma regole di gesitone precise" 

A voler verificare il rispetto delle tempistiche per la realizzazione dei nuovi posti letto è il docente ed ex prorettore al Bilancio Michele Limosani, e non solo. "Va affermata da subito la logica che si seguirà per sfruttare le strutture. La gestione di alloggi e residenze – a mio avviso – non deve rientrare nei compiti precipui di un ateneo. L’Università può e deve sì finanziare investimenti in tale settore, ma su risorse dedicate. Il punto chiave, però, è la gestione. Il tema degli alloggi è un valore aggiunto per la nostra Università, che deve tornare a essere pienamente attrattiva per i fuorisede, e non può essere certo interpretato in chiave aziendalistica, né tantomeno trasformato in terreno di speculazione", scrive. 

Non basta, cioè, realizzare nuove strutture ma sarà fondamentale saperle organizzare nel modo migliore anche rivolgendosi ai privati se necessario. "Un’azione strategica, per esempio, potrebbe riguardare l’area dell’ex Facoltà di Farmacia. Lo stabile, come tra l’altro ha messo in luce il trasferimento – negli ultimi due anni – in quella sede del Dipartimento di Civiltà Antiche e Moderne, versa in uno stato fatiscente. Eppure, l’area ha caratteristiche strategiche e attraverso un project financing, con il coinvolgimento dei privati, si presterebbe ad essere trasformata in studentato. Non semplicemente, però, posti letto, ma anche servizi (negozi, luoghi di ritrovo, ecc., che consentano ai ragazzi di non dovere necessariamente spostarsi per tutte quelle necessità che vanno oltre lo studio.
In più, gli stessi privati sarebbero chiamati a garantire servizi di trasporto dedicati, a disposizione di tutta la comunità accademica", si legge nel programma. 

Le risorse già presenti, comunque, vanno messe a sistema, riprendendo i progetti passati in secondo piano, come le residenze della cittadella dell'Annunziata, o "Casa UniME". Un occhio di riguardo anche al potenziamento dei trasporti per recuperare le convenzioni, anche con le ditte di taxi, e ripristinare il servizio navette. "Si creerà un servizio di trasporto che coprirà gli approdi dei mezzi veloci e dei traghetti e, attraverso linee circolari, serva Policlinico, Annunziata e Papardo. Al fine di renderlo sostenibile, però, rispetto al passato sarà introdotta una rilevazione delle richieste, sin dal momento dell’iscrizione al nuovo anno accademico. In tal modo, il servizio risulterà essere sempre dimensionato e funzionerà realmente secondo le esigenze della comunità. Mobilità, residenze, spazi di socializzazione, servizi tecnologici troveranno un momento di sintesi nelle politiche di valorizzazione dei campus universitari che la mia amministrazione ha intenzione di promuovere e potenziare", conclude Limosani. 

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Fuorisede e servizi abitativi, l'attenzione dei tre candidati a Rettore: "Rendere l'offerta di Unime attrattiva"
MessinaToday è in caricamento