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Mercoledì, 24 Aprile 2024
Cronaca

L'aggressione al comandante Giardina, a marzo la prossima udienza

Si torna in Aula il prossimo mese quando l'accusa ascolterà i primi testimoni. Nuova richiesta per la messa alla prova per uno dei due imputati

Il prossimo 6 marzo si torna in Aula per l'udienza dove compariranno i due ambulanti accusati di aver aggredito il comandante Giovanni Giardina. I fatti lo scorso ottobre, quando il commissario è stato colpito durante un controllo in via La Farina contro il commercio abusivo. In aula, davanti al giudice Adriana Sciglio, compariranno Carmelo e Umberto Centorrino, padre e figlio che a poche ore dal fatto si erano presentati in caserma ammettendo le loro colpe accompagnati dal legale Filippo Pagano.

Ieri Umberto Centorrino è tornato in libertà dopo che il tribunale ha accolto il ricorso dell'avvocato Pagano, per il giovane solo l'obbligo di firma. Il Riesame ha infatti ridimensionato il quadro accusatorio. Il suo legale è quindi pronto a riproporre al giudice l'istanza per la messa alla prova, fin qui negata. L'altro procedimento riguarda il padre Salvatore Centorrino per il quale era stato disposto il giudizio immediato. Tra meno di un mese si torna quindi in Aula dove verranno ascoltati anche i primi sei testimoni sulla lista del procuratore. 

A difendere il commissario Giovanni Giardina è l'avvocato Salvatore Silvestro. 

La vicenda

Lo scorso 19 ottobre il commissario Giardina è stato aggredito dopo aver chiesto i documenti a Salvatore Centorrino fermo con il suo camion in via La Farina e via Salandra. In un primo momento gli ambulanti furono fatti sloggiare dalla loro postazione ed era stato applicato il nastro rosso ma sono ritornati poco dopo sul posto a vendere la loro merce. Anche Giardina ha fatto ritorno e avrebbe dovuto procedere con le contestazioni del caso quando è scattata l’aggressione che ha lasciato il comandante esamine sull’asfalto. Padre e figlio si erano dati inizialmente alla fuga ma poi si sono presentati in caserma la stessa sera, giustificando il gesto con la rabbia e parlando di “accanimento nei loro confronti”.

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