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Calci e pugni in piazza per una sigaretta e nessuno interviene, lesioni gravi per il 48enne pestato a Santo Stefano

I fatti nella notte sabato scorso neella piazza di Porta Messina. Il fratello della vittima: “E' paralizzato dal bacino in giù, presto il trasferimento in un centro specializzato a Catania”

“Mio fratello non credo potrà più camminerà, c’è una lesione della colonna vertebrale, è paralizzato dal bacino in giù e non muove neanche le braccia”. A parlare così è il fratello dell’uomo di Santo Stefano di Camastra picchiato a sangue sabato scorso da un gruppo di ragazzi che lo ha ridotto in fin di vita e lasciato a terra in piazza, a Porta Messina.

Sono ore di grande preoccupazione per la famiglia, in attesa di far trasferire il 48enne in un centro specializzato di Catania, che ha dato mandato all’avvocato Felice Tropia per essere assistiti una vicenda che potrebbe avere sbocchi molto presto.

I carabinieri che indagano, coordinati dal capitano Martina Perazzolo, hanno acquisito immagini delle telecamere di videosorveglianza per ricostruire l’accaduto che presenta ancora tanti lati oscuri anche se si sta chiudendo il cerchio sulle persone che hanno preso parte allo scontro, tra questi anche qualche minore.

Secondo una prima ricostruzione dei familiari stessi, l’aggressione sarebbe scattata perché una persona in compagnia della vittima avrebbe tolto la sigaretta dalla bocca di una ragazza che si trovava in piazza con una comitiva di giovani. Il fidanzato di quest’ultima non ha sopportato il gesto e ha chiesto spiegazioni. Il 48enne, con qualche precedente di droga anche se stava cercando di mettere ordine nella sua vita, avrebbe tentato di calmare le acque ma dalle parole si è passato presto alle mani, scatenando la reazione di tutto il gruppo.

“Una ferocia inaudita che ha creato lesioni permanenti”, spiega il fratello. “Mi hanno anche raccontato che mentre era a terra ormai indifeso, anche la ragazza gli avrebbe assestato un calcio e sputato addosso. A me hanno fatto anche i nomi. Almeno cinque quelli che sarebbero stati individuati. Ma aspettiamo riscontri dai carabinieri”.

Nei giorni scorsi anche il sindaco di Santo Stefano di Camastra è intervenuto sulla vicenda condannando duramente gli aggressori. “Non ci sono mai ragioni che possono giustificare atti lesivi dell’altrui persona”, ha detto Francesco Re. Resta da capire anche come mai la vittima sia stata soccorsa da un passante che tornava dal lavoro e che ha sentito lamenti e invocare aiuto mentre nessuno fra coloro che ha visto, compreso chi ha raccontato questa versione ai familiari, si sia sentito in dovere di intervenire o chiamare le forze dell’ordine già quando è esplosa la rissa. Quello che si è registrato è stato solo un fuggi fuggi. 

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