Martedì, 15 Giugno 2021
Cronaca

Aggressione Santa Teresa di Riva, l'appello conferma la condanna a 7 anni per Saporito

Confermato il verdetto del primo grado emesso lo scorso gennaio. Il legale del 30enne annuncia ricorso in Cassazione. La famiglia di Gianluca Trimarchi: "Fa male sentire ancora parlare di legittima difesa"

La corte d'Appello ha confermato la pena di 7 anni per Francesco Saporito, il 30enne messinese che la notte del 23 luglio 2019 ha colpito con un pugno Gianluca Trimarchi, 28 anni. Il verdetto è arrivato alle 20 dopo una lunga camera di consiglio della sezione penale del tribunale di Messina presieduta dai giudici Carmelo Blatti, Bruno Sagone e Daria Orlando.

Il secondo grado ha quindi confermato la pena già stabilita lo scorso gennaio durante l'udienza di primo grado del rito abbreviato. Ma il legale di Saporito, Salvatore Silvestro, ha annunciato ricorso in Cassazione. L'accusa aveva chiesto 10 anni di reclusione per tentato omicidio, reato poi derubricato in lesioni gravi. Saporito resta ai domiciliari. 

A quasi un anno dall'aggressione Gianluca Trimarchi è a casa

La famiglia di Gianluca Trimarchi: "Fa male sentire ancora parlare di legittima difesa"

La sentenza della corte d'Appello non soddisfa i familiari di Gianluca Trimarchi, assistiti dal legale Vittorio Di Pietro. "Siamo sicuramente amareggiati per tutto quello che è accaduto - racconta la sorella Gabriella - solo noi e Gianluca sappiamo quello che abbiamo passato, ma sentire ancora parlare di legittima difesa fa male".

La vicenda

La notte del 23 luglio Gianluca Trimarchi passeggia sul lungomare di Santa Teresa dopo aver trascorso una serata alla discoteca Mammamia. Incrocia lo sguardo di Francesco Saporito, impegnato in una manovra per uscire da un parcheggio. I due iniziano a discutere e all'improvviso Saporito colpisce Trimarchi con un pugno e si allontana. Il 27enne resta a terra privo di sensi e viene immediatamente soccorso e trasferito al Policlinico. Le sue condizioni sono gravissime, Gianluca subisce un intervento di sei ore per un grave trauma cranico ed entra in coma. 

Saporito, intanto, si rende conto della gravità del gesto e si reca nella caserma dei carabinieri di Tremestieri. Davanti ai militari ammette di aver colpito Trimarchi con un pugno, raccontando però di averlo fatto solo per legittima difesa e di non essere scappato subito dopo. Nelle ore successive il 30enne messinese viene arrestato con l'accusa di lesioni gravissime per poi essere ristretto ai domiciliari dopo l'istanza di scarcerazione presentata dal suo avvocato. 

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