Giovedì, 13 Maggio 2021
Cronaca

Bloccati ad Alicudi causa maltempo, ma le foto mostrano sole e mare piatto: presentata istanza alla Regione

L'odissea di sei passeggeri lasciati sull'isola senza nessuna comunicazione da parte della Liberty Lines e dopo aver comprato il biglietto. La denuncia dello studio legale Palmisano e i dubbi sulla sicurezza dei mezzi. Ma per la Liberty Lines non la prima ambiguità

Mare piatto, sole e una giornata tutt'altro che di cattivo tempo. Eppure sei passeggeri che il 9 gennaio 2020 dovevano fare rientro a Milazzo da Alicudi hanno subìto la cancellazione della corsa delle 16,25 "causa maltempo". A denunciare l'accaduto lo studio legale Palmisano che ha richiesto l'intervento della Regione aggiungendo, inoltre, di voler sapere se la la Liberty Lines riceve finanziamenti dall'assessorato regonale ai trasporti anche in caso di corse saltate. I passeggeri, infatti, avevano già acquistato il biglietto per la tratta. Ma, nonostante la comunicazione all'ultimo momento della sospensione della corsa, non hanno ancora ottenuto il rimborso delle spese. Lo studio legale, infatti, vuole procedere anche per ottenere il risarcimento danni. La Regione intanto ha già chiesto dei chiarimenti alla compagnia in merito all'accaduto. 

Intanto, secondo l'articolo 14 del regolamento del Parlamento europeo sui diritti dei passeggeri che viaggiano via mare, pubblicato dalla stessa compagnia di navigazione Liberty Lines sul sito, "i vettori dovrebbero prevedere una compensazione econo­mica per i passeggeri in caso di cancellazione o ritardo di un servizio, in percentuale del prezzo del biglietto, tranne quando la cancellazione o il ritardo è dovuto a condizioni meteorologiche che mettono a rischio il funzionamento sicuro della nave o a circostanze eccezionali che non avrebbero potuto essere evitate neppure prendendo tutte le misure ragionevoli", si legge. 

La sicurezza dei mezzi e le difficoltà della compagnia a mettere in navigazione gli aliscafi in caso di condizioni avverse sono state anche al centro dell'inchiesta della procura di Barcellona Pozzo di Gotto che nel 2017 portò al rinvio a giudizio di Vittorio Morace. Dalle indagini era emerso che nel 2011, oltre ad utilizzare imbarcazioni vecchie e inadeguate, risultavano in servizio catamarani che invece erano fermi. E questa estate la Liberty Lines emetteva anche titoli di viaggio con il nome del mezzo Atanis per il trasporto nelle isole Eolie. L'aliscafo acquistato dalla Liberty Lines nel 2016, è stato a marzo del 2020 dichiarato come mezzo della flotta a tutti gli effetti. 

Il 14 gennaio un'onda anomala si è schiantata sull'aliscafo Calypso della Liberty Lines in servizio sulla rotta delle Eolie della Liberty Lines provocando la rottura di un finestrino. Solo il caso ha voluto che il peggio sia stato evitato. Un passeggero, fra i 24 che viaggiavano, si era spostato poco prima che l'onda devastasse il finestrino che è stato rotto dalla furia delle acque. Altri danni sono stati riportati a prua e agli interni che si sono allagati. E' stato necessario, infatti, il trasferimento dell’aliscafo al cantiere di Trapani per le riparazioni. 

Anche per il 2021 intanto è stata riconfermata la concessione dalla Regione per la Caronte e per la Liberty Lines. Si tratta di 63 milioni di euro che le compagnie riceveranno come finanziamento per il servizio. Finanziamenti che, evidentemente, non bastano a coprire tutti i "costi" della compagnia perché è recente anche la polemica in merito al rincaro dei prezzi per i pendolari che avevano segnalato una rimodulazione delle tariffe della Liberty Lines. A riguardo, dopo le sollecitazioni della politica, è intervenuto anche l'assessore Mario Falcone che si è impegnato a intervenire per trovare un accordo

Fra corse saltate, maltempo, sicurezza dei mezzi a fare le spese sono non soltanto i pendolari ma anche i residenti sulle isole. E a peggiorare la situazione anche la pandemia. Sono state tante le segnalazioni da parte degli isolani riguardo le difficoltà di approvvigionamento dei beni di prima necessità. Nelle isole più piccole non ci sono panifici, dunque i beni devono arrivare attraverso i mezzi che, senza passeggeri, non possono imbarcare i colli. 

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