Cronaca

Panico tra la popolazione dopo finta allerta tsunami, avviata indagine interna

Sotto la lente d'ingrandimento della protezione civile le mail arrivate a media e amministrazioni locali su un imminente maremoto. Ma dietro c'era solo una simulazione dell'Ingv. Si valuta denuncia per procurato allarme

Il dipartimento di protezione civile regionale ha avviato un'indagine interna in seguito alla comunicazione di questa mattina circa un'allerta tsunami in diversi centri della Sicilia, tra cui Messina e le isole Eolie. Si è trattato solo di un'esercitazione, programmata già da alcuni giorni, particolare che però, per cause in corso di accertamento, non è stato reso noto ai destinatari delle mail: media e e amministrazioni comunali.

L'equivoco nasce dalla simulazione dei ricercatori dell'Ingv di un forte terremoto nel Mar Jonio e successivo maremoto. L'obiettivo era quello di testare il funzionamento delle comunicazioni automatiche di allerta a livello regionale. Un contenuto che doveva rimanere top-secret, ma che invece è diventato virale, con tutti i rischi del caso. In poco tempo la notizia si è infatti diffusa anche tra la popolazione, creando panico e scompiglio. E in Regione si sta infatti valutando la possibilità di presentare denuncia per procurato allarme. 

La scelta del giorno non è stata casuale.  L'11 marzo 2011 in Giappone si verificò un forte terremoto e successivo tsunami con oltre 16000 vittime. 

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