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Cronaca

Anas, tangenti e Ponte sullo Stretto: j'accuse delle opposizioni

Le preoccupazioni in vista della monumentale opera che il governo vuole realizzare e i fatti inquietanti che emergono su una delle principali stazioni appaltanti del Paese. Cinquestelle, Pd e Alleanza Verdi e Sinistra chiedono al ministro di riferire in Aula

L'inchiesta sulle commesse Anas che coinvolge Tommaso Verdini - figlio dell’ex parlamentare Denis anch’egli indagato e fratello di Francesca, compagna del leader della Lega Matteo Salvini – scuote la Camera impegnata ad approvare la manovra che destina 11,6 miliardi per finanziare la costruzione del ponte sullo Stretto, 2,3 miliardi dei quali "scippati" al Fondo di sviluppo e coesione per il ponte sullo Stretto di Messina.

Un legame a doppio filo quello tra Anas e Ponte sulla quale le opposizioni pretendono ora di vederci chiaro.

I primi a chiedere al ministro delle infrastrutture di riferire in Aula sono stati i Cinquestelle, Pd e Alleanza Verdi e Sinistra. Ma sembrano destinati a rimanere ancora senza risposte: nell'agenda di Matteo Salvini non è previsto nessun intervento per una informativa sulle commesse Anas, riferiscono ambienti vicino al vicepremier. Quantomeno non prima degli interrogatori di garanzia che saranno fissati dopo Capodanno.

Corruzione, traffico di influenze illecite e turbativa d’asta, le accuse per i presunti illeciti in commesse Anas tra cui una di 180 milioni di euro per il risanamento di gallerie. Nelle carte anche il sottosegretario leghista al Mef Federico Freni che non risulta indagato e che sulla sua “disponibilità” avanzata da uno degli indagati nelle intercettazioni precisa in una intervista su Repubblica che si tratta solo di “millantatori”. “L’unica disponibilità che mi riconosco è quella all’ascolto: vale per tutte le persone che incontro e ricevo, dalla prima all’ultima”, ha precisato.

Ma le preoccupazioni in vista della monumentale opera che il governo vuole realizzare sullo Stretto crescono.

“Ancora corruzione e appalti, ancora ombre nella macchina statale. Non si può fare spallucce di fronte all'arresto di Tommaso Verdini, agli inquietanti fatti che stanno emergendo sull'Anas, una delle principali stazioni appaltanti del Paese, a rapporti che appaiono tutt'altro che trasparenti fra istituzioni e imprenditori. Abbiamo chiesto un’informativa urgente al ministro delle Infrastrutture Salvini riguardo ad Anas e al suo sistema di consulenza e di gestione degli appalti pubblici. Le indagini e i processi devono fare il loro corso ma riteniamo doveroso che il ministro competente venga in Parlamento a riferire", scrive sulla sua pagina Fb il presidente di M5S, Giuseppe Conte.

Ancora più ferrea la richiesta la richiesta di Angelo Bonelli, deputato di Verdi e Sinistra e co-portavoce di Europa Verde, in una lettera indirizzata alla premier Giorgia Meloni: "Le chiedo – scrive - se in considerazione degli esiti dell'inchiesta Anas e dei suddetti incontri informali tra Salvini e l'AD di Webuild Salini, non ritenga indispensabile richiedere delucidazioni al Ministro Salvini e promuovere l'adozione di norme comportamentali stringenti che vincolino i membri del governo a una maggiore trasparenza nelle loro interazioni con il mondo imprenditoriale".

Bonelli ricorda anche che prima del varo del decreto sul ponte sullo Stretto di Messina, “il Ministro delle infrastrutture Matteo Salvini ha avuto degli incontri con il patron di Webuild, Salini, e l'ex ministro Lunardi" e sottolinea che "fin dal mese di ottobre, nel mio ruolo di deputato, ho richiesto la copia di documenti attinenti al decreto sul ponte, quali la relazione sul progetto e l'atto negoziale. Tuttavia, il Ministero delle infrastrutture e la società del ponte sullo Stretto di Messina hanno ritenuto di non fornirmi tali documenti".

Sulla vicenda anche Fabio Granata, presidente di Articolo Nove: “Prima dell’approvazione del decreto sul Ponte, certamente vi erano stati incontri tra Salini, Salvini e il presidente del comitato scientifico Prestininzi - scrive Granata -  In particolare Matteo Salvini, prima di varare il decreto Ponte, aveva incontrato l’ex ministro Pietro Lunardi e il costruttore Pietro Salini. Il primo, Lunardi, da Ministro  del governo Berlusconi,  aveva seguito la gara per l’affidamento del progetto dell’opera,  gara poi vinta dal consorzio Eurolink. Il secondo, Salini, è il patron dell’azienda, oggi Webuild, che detiene oltre il 40 per cento delle azioni del consorzio in questione e che adesso si rivede in pista per l’opera, nonostante avesse fatto una causa miliardaria allo Stato. Nel frattempo la riesumata società “Ponte sullo Stretto” (la stessa che è già costata allo Stato oltre 1 miliardo di euro senza porre neanche la prima pietra…) e guidata dall’ineffabile Pietro Cucci (recentemente condannato per il crollo di un viadotto realizzato dall’Anas), società al 100% pubblica, continua a negare l’accessibilità agli atti e al progetto (non esecutivo) e all’atto negoziale tra Webuild e società “Ponte sullo Stretto”. Precedentemente il Governo Meloni, su proposta di Salvini,  ha “sapientemente” eliminato ogni tetto retributivo agli incarichi a professionisti, tecnici, avvocati, giornalisti e faccendieri vari interessati al Ponte. Contemporaneamente anche nella manovra oltrechè nel Pnrr,  il Governo sottrae enormi risorse agli interventi su Ferrovie, strade, rischio idrogeologico, rammendo urbano, sopratutto in Sicilia e in Calabria. Una autentica vergogna –conclude - che forse ciò che emerge dalla inchiesta potrà contribuire a bloccare definitivamente”.

Pronta la replica della Stretto di Messina: "In relazione alle affermazioni rese dall'avvocato Fabio Granata e riportate dalla vostra testata, nell’articolo “Anas, tangenti e Ponte sullo Stretto: j'accuse delle opposizioni” si precisa che a carico del Dr. Pietro Ciucci non pende alcuna condanna in sede penale, tantomeno per un imprecisato "crollo di un viadotto".

In effetti il processo per il crollo del viadotto è ancora in corso, e registra già qualche prescrizione.

Articolo aggiornato alle 12.17 del 31 dicembre 2023 // aggiunta replica Stretto di Messina

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