Venerdì, 22 Ottobre 2021
Cronaca

Organico ridotto e mancanza di sedi adeguate, così magistrati e avvocati aprono il nuovo anno giudiziario

Mancata realizzazione del Palagiustizia bis e pianta organica carente. Le due tematiche al centro delle relazioni del presidente della corte d'Appello Michele Galluccio e dell'Ordine degli avvocati Domenico Santoro

Anno nuovo, problemi vecchi. Si può sintetizzare così la situazione con cui la giustizia messinese convive ormai da decenni. Non a caso, durante la cerimonia di apertura ufficiale dell'anno giudiziario 2021 i rappresentanti di magistrati e avvocati si sono soffermati principalmente su due punti cruciali: la mancata realizzazione del Palagiustizia bis e le gravi carenze d'organico riscontrate nei tribunali.

Il presidente della corte d'Appello di Messina, Michele Galluccio, ha lodato il lavoro di tutto il personale che ha portato a termine gli obiettivi nonostante i problemi legati dalla pandemia Covid. Ma dopo un primo bilancio, non sono mancati i riferimenti alle criticità legate alla pianta organica di Messina e provincia su cui il governo non sembra ancora voler intervenire. Rispetto ad altri distretti, il territorio peloritano potrà infatti contare solo su due innesti a fronte di sette unità in uscita. Galluccio ha poi riferito circa il numero dei processi a rischio prescrizione, fenomeno in diminuzione ma comunque presente. 

Parole critiche sono state pronunciate anche dal presidente dell'Ordine degli avvocati Domenico Santoro. All'ordine del giorno la cronica carenza di strutture di cui è emblema la mancata realizzazione del Palagiustizia bis. "La misura è colma - ha detto Santoro -  noi tutti continuiamo a svolgere l’attività quotidiana in locali inadeguati e in condizioni di assoluta insicurezza. Nell'anno appena trascorso il C.O.A. di Messina ha ricercato e trovato Immobili idonei e non utilizzati dall'Inps ed ha constatato non solo l'idoneità dei locali, ma anche la disponibilità dell'Ente a cedere in locazione detti beni. Abbiamo offerto una immediata soluzione che consentirebbe al Ministero non solo un notevole risparmio economico, ma anche e soprattutto darebbe una risposta concreta al regolare esercizio dell'attività giudiziaria a Messina che altrimenti in un breve, brevissimo tempo dovrà essere sospesa per l'impossibilità di proseguire negli attuali locali stante l'assoluto pericolo per persone e cose".

E a riguardo potrebbero esserci presto azioni eclatanti. "Il forte senso di responsabilità - ha precisato Santoro -  sino ad oggi ci ha impedito di paralizzare tutto per non causare ulteriori danni all’intera comunità. Come più volte abbiamo detto, però, se diverrà inevitabile siamo pronti ad ogni necessaria azione nel rispetto della legge e della nostra pubblica funzione".

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