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Lunedì, 23 Maggio 2022
Cronaca

L'Anticorruzione contesta gli appalti milionari dell'Università, Cuzzocrea: "Anac agisce contro una norma del governo"

Nel gennaio scorso un'interrogazione del Pd accusava gli affidamenti diretti dell'Ateneo durante la pandemia

Nel gennaio scorso un'interrogazione parlamentare del Pd firmata all'onorevole Umberto Del Basso De Caro parlava di 35 milioni di euro di lavori senza evidenza pubblica sollecitando il ministero a intervenire. La risposta di Salvatore Cuzzocrea era di ennesimo atto politico contro l'Università. 

Grandi investimenti all'Università, le accuse del Pd

Tre mesi dopo l'Autorità anticorruzione, nella delibera del 5 aprile 2022, scrive di: "Gravi inadempienze e irregolarità da parte dell’Università di Messina in una serie di appalti che l’Ateneo ha affidato direttamente, al di sopra delle soglie comunitarie, senza gara obbligatoria, utilizzando in maniera abusiva la normativa emergenziale. L'Anac - secondo quanto riporta la stessa Anticorruzione - ha concluso un’approfondita indagine su una serie di molteplici appalti affidati dall’Università di Messina. Gli appalti contestati dall’Autorità riguardano tutta una serie di lavori: efficientamento energetico del patrimonio immobiliare dell’Ateneo (dieci milioni di importo); i lavori di restauro conservativo dei prospetti e riqualificazione del patrimonio immobiliare universitario (importo complessivo 7.808.000 di euro); l’esecuzione dei lavori per la riconversione residenze universitarie in due plessi dell’Università (importo affidamenti euro 9.363.953 e euro 8.419.316). Inoltre, l’indagine ha riguardato affidamenti di forniture e servizi: fornitura e posa in opera di arredi didattici (importo complessivo euro 1.364.740); fornitura e posa in opera di completamento di arredo e accessori (importo complessivo euro 403.124), entrambi affidati con delibera del consiglio d’amministrazione dell’Università di Messina in data 24/9/2021".

Anac contesta all’Ateneo messinese l’insussistenza dei presupposti per l’applicazione del regime derogatorio del Decreto semplificazioni, tenuto conto che tale deroga dovrebbe essere riferita ai casi di sussistenza di ragioni di estrema urgenza strettamente derivanti dall’emergenza sanitaria in corso: presupposti non ricorrono negli affidamenti considerati e nei settori indicati: le situazioni di urgenza prospettate dall’Ateneo si possono ricondurre alle situazioni di incuria e carenze manutentive protrattesi nel corso degli anni, non strettamente collegate all’emergenza Covid, così come richiesto dalla normativa. L’Autorità Anticorruzione, poi, sostiene che - anche a voler ammettere l’applicazione del regime derogatorio in esame - non risultano esserci i presupposti per l’operatività degli affidamenti diretti operati, tenuto conto che la stazione appaltante avrebbe dovuto procedere nel rispetto dall’applicazione dei principi derivanti dalla direttiva 2014/24. Per Anac non può ritenersi operante il richiamato regime di deroga, prospettandosi la necessità del rispetto delle procedure concorsuali ordinarie previsto dalla normativa europea della legislazione nazionale.

Tra i punti sotto esame con riferimento ad esempio ai lavori per la riconversione della residenza universitaria dell’ex hotel Riviera e ai lavori di conversione in residenze per studenti di una porzione del padiglione A del Policlinico universitario Anac rileva che la stazione appaltante non avrebbe dimostrato la verifica delle categorie e classifiche richieste per i lavori in esame.

Nel caso dei lavori del Policlinico universitario, la qualificazione effettivamente posseduta dall’impresa non consente, in concreto, di soddisfare i requisiti di qualificazione. Per questi appalti non è stata condotta alcuna verifica sul possesso dei requisiti per la progettazione. Con riguardo agli appalti per forniture e servizi, Anac contesta, infine, che non si è rinvenuta evidenza del confronto concorrenziale tra preventivi presentati dalle diverse ditte offerenti. 

Il rettore Cuzzocrea risponde che l'Ateneo ha invece rispettato le norme, in particolare seguendo le indicazioni della commissione parlamentare nell'iter di conversione in legge del decreto n.76. Il vertice dell'Ateneo sottolinea inoltre che la risposta del ministero dell'Università all'interrogazione del gennaio scorso abbia chiarito che il governo nazionale non vincola l'Università ma indirizza soltanto il suo operato. "Ad eccezione della ditta che dovrà fare i lavori al Riviera - dice il rettore a Messinatoday -  sono ditte che avevano già vinto gare pubbliche all'Università svolte anche in maniera eccellente, mi rammarica che oggi la notizia è che l'Anac agisce contro l'Università, in realtà agisce contro una norma del governo".

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