Anziana lasciata sola, Rizzo: "Gravi mancanze da parte della Messina Social City"

La responsabile di CittadinanzAttiva interviene sulla questione sollevata dal consigliere La Fauci chiedendo chiarimenti in merito ai servizi erogati dalla partecipata che gestisce i servizi sociali in città

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di MessinaToday

"Scaricare le responsabilità è sempre più usuale in questo periodo di emergenza, periodo in cui invece, proprio a causa dell’emergenza, dovremmo collaborare per il bene di tutti. Detto questo,  bene ha fatto il Consigliere Comunale Giandomenico La Fauci rendendo pubblica la storia dell’anziana signora invalida e senza assistenza domiciliare in attesa dell’esito del tampone". Così in una nota Angela Rizzo, Responsabile regionale di CittadinanzAttiva per i servizi sociali. 

"Il 21 gennaio il Consigliere denuncia che l’anziana signora aveva avuto sospeso il servizio di assistenza domiciliare da circa 20 giorni in quanto l’operatrice era risultata positiva al Coronavirus. Quindi la Messina Social City doveva adoperarsi affinché all’anziana signora fosse attivata l’assistenza domiciliare integrata dell’Asp, lin modo tale da assicurare un’assistenza continua, programmata e coordinata, direttamente al domicilio dell’anziana", prosegue. 

"Era compito della Messina SOcial City e di nessun altro, o in estrema ipotesi e non in questo caso, visto che la signora era in attesa del risultato del tampone, di qualche familiare. All’assistenza domiciliare integrata si accede attraverso il proprio medico curante o tramite i punti unici di accesso. La richiesta di presa in carico può essere presentata all'ASP dal medico di famiglia, dall'ospedale, dal Comune", scrive ancora, 

"Nell’elenco delle prestazioni che devono essere erogate, così come descritte nella carta dei servizi relativa all’assistenza domiciliare anziani Sada e/o Sads (ad oggi non è chiaro)  che offre la Messina Social City, c’e’ scritto all'articolo 4, riguardante il servizio di assitenza domiciliare integrata che si tratta delle prestazioni volte volte a favorire l’autosufficienza nella gestione delle attività quotidiane ovvero: - Igiene e cura della persona; - Vestizione; aiuto nella somministrazione e/o assunzione dei pasti; azioni per il governo dell’alloggio (per un totale max. di tre volte a settimana e per 1 h a servizio): cura delle condizioni igieniche degli ambienti di vita primari della persona (camera da letto, cucina, bagno); lavanderia e stiratura (max. 1 volta a settimana); preparazione dei pasti; assistenza nell’organizzazione dell’attività domestica; spesa e commissioni varie (max. 1 volta a settimana). Mentre sono escluse dalle prestazioni indicate le persone che hanno familiari conviventi o anche non conviventi in grado di prendersi loro cura, gli interventi di semplice attuazione cioè le prestazioni infermieristiche e il disbrigo pratiche (pensionistiche, sanitarie, etc.), il servizio di Segretariato Sociale (informazione sui diritti, sulle pratiche, servizi sociali e sanitari) e la somministrazione pasto caldo", si legge ancora. 

"È proprio per l’emergenza Covid che i familiari conviventi e non, non possono accudire i parenti, oltre al pericolo di contagio anche in virtù dell’ordinanza del sindaco che vieta tutte le uscite o quasi. E’ ovvio che la questione tampone e tempistiche sono di competenza dell’Asp, ma l’abbandono dell’anziana e’ di competenza  della Messina Social City prima e dell’amministrazione comunale nel momento ha saputo dell’abbandono. E’ evidente che il caso della signora non e’ un caso singolo, ma e’ prassi da tempo. Infatti, ricevo segnalazioni di gente abbandonatae lasciata senza assistenza domiciliare dalla Messina Social City. Quella che piu’ mi ha turbato riguarda un signore di 80 anni, diabetico e malato di cuore, che usufruiva dell'assistenza domiciliare tre volte la settimana, in attesa di tampone insieme alla moglie, i parenti più prossimi in isolamento, con estremo e urgente bisogno di servizi di assistenza per il cambio dell’intimo e la pulizia personale: lui e la moglie sono stati lasciati completamente soli", scrive ancora. 

"L'anziana riferisce di aver "chiamato i numeri di Protezione civile, Messina Social City, addirittura della Messina Servizi. Ma tutti mi rimandano all'Asp: nessuno di loro effettua questi servizi". La Messina Social City invece di premurarsi a sospendere il servizio senza dare indicazioni doveva preliminarmente portare a termine la pratica per attivare l’ADI e se proprio non voleva farlo (ma è di sua competenza) dare indicazioni ai parenti residenti e non,  in quanto l’ASP già dal mese di Dicembre 2020 ha attivato il servizio di “A.D.I. Covid” (Assistenza Domiciliare Integrata), specificamente rivolto ai soggetti positivi in regime di isolamento domiciliare fiduciario, positivi senza sintomi o con sintomatologia compatibile con l’assistenza al domicilio, soggetti negativi con conviventi positivi. Il servizio continuerà fino al rilevarsi di tampone negativo", prosegue. 

"L’istituzione della zona rossa ha isolato e isolera’ gli anziani e i disabili  che malauguratamente dovessero contrarre il coronavirus o in auto quarantena. Rischiano concretamente di rimanere completamente soli, visto il comportamento e le direttive dei vertici della Messina Social City.  Il sindaco di Messina invece di puntare il dito giornalmente sulle disfunzioni e mal funzionamento dell’Asp dovrebbe prima attenzionare le attivita’ che offre l’amministrazione e in particolare la Messina Social City che eroga servizi indispensabili e che proprio per questo e’ pagata lautamente e che, per inciso, anche in periodo di non emergenza appariva disorganizzata e inadatta ad offrire i servizi basilari".  

"E’ evidente che “abbandonare” gli anziani si palesa come reato  e per chi ha come compito l’assistenza agli anziani come totale mancanza di professionalita’. La sua guerra la faccia sulla sua pelle, non sulla pelle degli anziani , dei disabili e dei minori. Il Sindaco della citta’ di Messina dovrebbe imparare a vedere in tutti gli anziani bisognosi di cure il suo anziano padre", conclude. 

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