Cronaca

La Paglia e le società esterne: spunta un altro appalto da oltre 100 mila euro con l'Enea

Mentre il direttore generale dell'Asp è stato ascoltato dai magistrati, continuano a emergere documenti e delibere legati ai servizi affidati dal manager dell'azienda a ditte esterne e pagati migliaia di euro in deroga alla normativa

La scorsa settimana si è presentato davanti ai magistrati il direttore generale dell'Asp Paolo La Paglia, che ha reso testimonianza spontanea riguardo alle varie questioni che vedono l'Asp sotto accusa per varie inefficienze. Tra queste il caso Di Blasi, la dipendente sospesa dal suo incarico di direttrice amministrativa dell'azienda anche per presunte violazione dei principi di buon andamento e di imparzialità per l'appalto da 10 milioni di euro alla Engie.

Negli ultimi giorni, La Paglia ha rilasciato una serie di dichiarazioni anche su questa vicenda, puntando sulla necessità per l'Asp di prorogare il servizio “indispensabile per l'efficientamento energetico” delle sette strutture ospedaliere ma che in realtà prevede soprattutto interventi di manutenzione.

Una vicenda sulla quale si pronuncerà il giudice del lavoro il 19 febbraio e sulla quale continuano a emergere dettagli in relazione agli affidamenti esterni gestiti dal manager La Paglia. 

Tra questi una delibera, la 1250 del 23 maggio 2019, con cui il direttore generale ha affidato alla Enea (Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile) la valutazione dei progetti da un milione e 350 mila euro, inerenti la razionalizzazione dei consumi energetici degli immobili, di cui la Engie aveva chiesto il rinnovo del contratto, poi più volte prorogato nelle more di perfezionare l'affidamento alla ditta scelta con procedura Consip. 

L'accordo per ottenere da parte della Enea il parere sul progetto di Engie, stando al contenuto della delibera, non avrebbe dovuto comportare flussi finanziari così come specificato all'art. 14, salvo “quanto eventualmente previsto negli specifici atti esecutivi di cui all'articolo 5” del contratto di collaborazione.

Atti esecutivi che sembrerebbe abbiano comportato per l'azienda un impegno di spesa stimato in oltre 100mila euro. 

Una procedura, anche questa, che in questo caso fa a pugni con la normativa che prevede il divieto alle Aziende del servizio sanitario regionale ed agli enti pubblici del settore di affidare mediante appalto di servizi o con consulenze esterne l'espletamento di funzioni il cui esercizio rientra nelle competenze di uffici o di unità operative aziendali. Solo nei casi di comprovata necessità derivante da carenza di organico o per cause non ascrivibili alla direzione aziendale, è possibile derogare al divieto con provvedimento adeguatamente motivato e da sottoporre alla preventiva approvazione dell'assessorato regionale della sanità.

Puntini sulle "i”

Il direttore generale, più volte contattato senza successo da MessinaToday, ha preferito replicare con una nota solo dopo la pubblicazione, precisando che “nessun accordo finanziario è stato mai formalizzato con Enea, né conseguentemente è mai stata erogata alcuna somma. Nel mese di maggio 2019 era stato deliberato solo un accordo quadro con Enea per la valutazione di alcuni progetti di efficientamento, cui non è seguito alcun corrispettivo economico”.

La giornalista, ad onore del vero, non ha mai scritto che l’accordo ha comportato un corrispettivo economico ma che gli atti esecutivi “sembrerebbe abbiano comportato per l’azienda un impegno di spesa stimato in oltre 100.000...”.

articolo modificato alle 15.15 dell'8 febbraio 2021 // aggiunta replica del direttore generale La Paglia

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