Giovedì, 28 Ottobre 2021
Cronaca

Coronavirus, lettera del Garante ai giovani: “Limitiamo i contatti sociali, è il momento del rispetto e della responsabilità”

Fabio Costantino invita a collaborare per aiutare “il diritto alla salute degli anziani e dei vostri coetanei immunodepressi”. Paure e preoccupazioni per una “emergenza che ci cambierà per sempre”

“E' il momneto del rispetto e della responsabilità”. E' un sentito e accorato appello quello del Garante per l'Infanzia e l'adolescenza, Fabio Costantino, dopo le ultime misure emanate dal governo per contenere il contagio da coronavirus.

Ecco la lettera aperta ai giovani e alle istituzioni:

“Mi permetto di inviare un accorato appello alla responsabilità e alla solidarietà. L’emergenza determinata dall’epidemia da coronavirus ci costringe a cambiare le nostre abitudini e a ridisegnare i confini della nostra concezione di libertà. Condivido tutti gli appelli che in queste ore molti rappresentanti delle istituzioni locali (Sindaco, presidente del consiglio comunale e consiglieri tutti) hanno invitato alla città richiamando ognuno di noi al senso di responsabilità e solidarietà. In un momento così difficile per il Paese e per Messina dobbiamo essere tutti uniti per riuscire a superare questo momento di paura e sconforto rispettando quanto ci viene indicato dalle Autorità Sanitarie e Politiche.

Mi rivolgo ai ragazzi  di Messina, ai giovani che forse non abbiamo tutelato abbastanza, chiedendo a voi di garantire oggi il diritto alla salute degli anziani e dei vostri coetanei immunodepressi. Rimanete a casa, limitate i contatti sociali, rispettate la quarantena se siete appena rientrati dal Nord Italia senza interpretare cavillosamente i Decreti e la norma ma facendosi guidare dal buon senso e dal rispetto dell’altro.

Chi è stato nelle zone a rischio contagio deve stare a casa.

È il momento del rispetto e della responsabilità. Molti operatori sanitari sono già impegnati ad organizzare i servizi a Messina, qualora ve ne fosse bisogno, nel silenzio e con senso del dovere per la comunità, aiutiamoli limitando al massimo i contatti sociali. 

Mi giungono numerose segnalazioni di concittadini spaventati dall’epidemia che lavorano nei servizi territoriali. Penso agli operatori del Sociale e della riabilitazione che ad oggi non hanno ancora linee guida chiare e presidi per la tutela dell’utenza e della loro stessa incolumità. 

Chiedo fortemente alle Istituzioni che il “Distanziamento Sociale” consigliato possa essere messo in atto anche nei presidi territoriali, valutando l’eventuale sospensione delle prestazioni qualora non urgenti o attrezzando le sale d’attesa di modo che gli utenti non sostino più del dovuto e che i locali e gli operatori possano essere periodicamente sanificati e forniti del materiale per la loro tutela e per quella dei pazienti.

Questa emergenza ci cambierà per sempre, non perdiamo l’occasione per sentirci uniti e solidali.  Per qualche tempo ci vedremo di meno ma ci mancheremo di più e quando sarà tutto finito l’abbraccio che ci concederemo sarà più grande e più vero”.

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