Cronaca

Assenteismo dei medici, lettera aperta di Caudo: “Siamo stati lasciati soli, ma ora non dobbiamo mollare”

L'appello del presidente dell'Ordine a non lasciarsi sopraffare da sovraccarico e responsabilità per combattere insieme “contro un potente nemico invisibile”. Il richiamo ad una maggiore attenzione nella compilazione dei certificati di malattia

Una lettera aperta che punta ad arrivare “al cuore” dei colleghi. Un appello a non lasciarsi sopraffare dal sovraccarico e responsabilità concentrandosi su quello spirito di appartenenza per combattere “contro un potente nemico invisibile” che ha bisogno di “impegno e sacrificio incondizionati da parte di ciascuno di noi”.

E’ quello del presidente dell’Ordine dei Medici Giacomo Caudo, affidato a “MessinaMedica 2.0” e indirizzato a tutta la categoria dei medici.

Una lettera scritta – spiega il presidente – dopo varie sollecitazioni da parte delle Aziende sanitarie della provincia per evitare fenomeni di assenteismo.

“La presenza di ciascuno di noi, attivi sul campo, è indispensabile per non lasciare il posto di lavoro scoperto e non gravare sulle spalle di chi resta in servizio già oberato dai pesanti carichi di lavoro”, scrive Caudo non senza aver bacchettatole amministrazioni e la politica in generale per i continui tagli alla sanità e l’evidente mancanza di “benevolenza nei confronti della nostra professione non riconoscendoci quel ruolo e quel peso che avrebbero dovuto”.

Ma per Caudo “questa è un’altra storia che affronteremo a tempo debito nei confronti di chi ci ha inizialmente elogiato dimostrandoci a parole riconoscenza osannandoci spesso ipocritamente lasciandoci senza DPI e risorse in grado di contrastare in sicurezza ed efficacemente la pandemia”.

Adesso è il momento “nell’interesse dei pazienti e di tutta la classe medica” di dimostrare “la propria capacità nello svolgimento del proprio ruolo e lo spirito di appartenenza alla categoria per un obbligo morale e non corporativistico”.

Un appello in particolare è indirizzato ai medici di medicina generale invitandoli “ad una maggiore attenzione nella compilazione dei certificati di malattia cercando di attenersi scrupolosamente, come hanno sempre fatto, alle norme di legge e a svolgere con maggiore decisione, il proprio ruolo di attento consigliere di chi, affetto da malesseri potenzialmente superabili con rimedi in grado di attenuare la patologia presentata, possano evitare l’assenza dal posto di lavoro”.

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