Cronaca

Processo Matassa, tutti assolti gli esponenti politici in appello

Nel tardo pomeriggio la Corte presieduta da Alfredo Sicuro ha ribaltato la sentenza di primo grado che aveva visto condannati tra gli altri gli ex deputati Francantonio Genovese e Franco Rinaldi e gli ex consiglieri comunali Paolo David e Giuseppe Capurro

Tutti assolti gli esponenti politici al processo di appello Matassa (il procedimento penale sulla presunta corruzione elettorale e gli intrecci con esponenti della criminalità organizzata alle elezioni regionali del 2012, alle Politiche del 2013 e alle amministrative per il rinnovo del consiglio comunale del giugno 2013) che vedeva tra gli imputati gli ex deputati Francantonio Genovese e Franco Rinaldi, assistiti dal legale Nino Favazzo, e gli ex consiglieri comunali Paolo David e Giuseppe Capurro, quest'ultimo difeso dall'avvocato Nino Cacia, perché il fatto non sussiste.  A pesare sul processo il nodo intercettazioni. Gli avvocati hanno eccepito infatti che le intercettazioni telefoniche disposte per i più gravi reati, come l’associazione di stampo mafioso, non erano utilizzabili per i reati che non superavano i cinque anni. Erano state disposte per il 416 bis ma poi estese ad altri illeciti. La prova della sussistenza del reato di corruzione elettorale si fonderebbe dunque sulle intercettazioni che non sono più utilizzabili. Genovese e Rinaldi dovevano rispondere di associazione a delinquere finalizzata alla corruzione elettorale e in Primo grado erano stati condannati rispettivamente a 4 anni e due mesi e a tre anni e 4 mesi. Caduti in prescrizione i reati elettorali.

 Le condanne in appello: 

Rideterminate in Secondo grado le pene per Giuseppe Scimone Cambria, dieci anni di reclusione, Francesco Celona quattro anni e sei mesi di reclusione e ottocento euro di multa, Giovanni Celona undici anni e sei mesi di reclusione, Fortunato Cirillo dieci anni di reclusione, sei anni per Francesco Comandè, sette anni ad Andrea De Francesco, sette anni per Francesco Foti, dieci anni per Lorenzo Guarnera e Salvatore Mangano, ventidue anni per Raimondo Messina, tre anni e sei mesi per Massimiliano e Rocco Milo, sedici anni e sei mesi per Gaetano Nostro, sette anni e quattro mesi per Giuseppe Pernicone, dieci anni per Adelfio Perticari, dieci anni per Salvatore Pulio, sette anni e sei mesi per Francesco Tamburella, un anno e dieci mesi per Concetta Terranova, dieci anni per Domenico Trentin, tredici anni per Carmelo Ventura, dieci anni per Giovanni Ventura. Stralciata invece la posizione di Santo Ferrante, condannato in primo grado a sedici anni, rinviato altro collegio. Nell'ottobre 2019 i giudici della seconda sezione del tribunale avevano emesso trentanove condanne, sei assoluzioni e due prescrizioni,

L'inchiesta della direzione antimafia e della polizia di Stato risaliva al 2016 e sugli esponenti politici sotto accusa si era occupata delle ultime campagne elettorali con presunti scambi di favori in cambio di voti. Le indagini della Squadra mobile avevano puntato i riflettori anche sui gruppi criminali di Camaro e Santa Lucia sopra Contesse e l'inserimento dei clan nelle attività economiche cittadine. In Appello le accuse hanno retto soltanto sugli intrecci dei due clan e sui rapporti economici d'interesse. Ribaltata oggi rispetto al Primo grado l'esistenza di una "matassa" di interessi tra la criminalità e i politici coinvolti. 

Il processo Matassa in Primo grado

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