Cronaca

Bancarotta fraudolenta e riciclaggio, arresti della Dia di Caltanissetta: c'è anche un imprenditore messinese

Arresti domiciliari per Francesco Scirocco già condannato per reati di mafia. Posta sotto sequestro la ditta messinese Polime Srl. Divieto di esercitare imprese per altri tre imprenditori peloritani

La Dia di Caltanissetta ha eseguito un’ordinanza di applicazione di misure interdittive e di arresti domiciliari, emessa dal Gip su richiesta della Procura della Repubblica nissena, nei confronti di 9 persone, a cui sono stati contestati i reati di bancarotta fraudolenta e il concorso nel reimpiego di beni di provenienza illecita.

Tra questi, c'è l'imprenditore messinese Francesco Scirocco, 54enne di Gioiosa Marea, già condannato per reati di mafia. Per lui sono scattati gli arresti domiciliari. Per altri tre messinesi è stato invece disposto il divieto di esercitare imprese. Si tratta dei fratelli Michele e Giacomo Iraci Cappuccinello,  entrambi imprenditori originari della provincia di Messina ma residenti da anni a Caltanissetta e dell'imprenditore Carlo Romano. Analoga misura per Gianpiero Falco, noto imprenditore di Napoli, rappresentante di società private e pubbliche, impegnato nell’associazionismo industriale e nell’antiracket, Aldo Domenico La Marca di San Cataldo e per il catanese Angelo Romano.

Il sequestro della società Polime Srl

Il provvedimento del Gip ha previsto anche il sequestro, per un valore complessivo stimato in oltre 1 milione e mezzo di euro, delle quote sociali e dell’intero patrimonio del consorzio stabile “Virgilio”, con sede legale a Napoli, nonché delle società “Cantieri Generali s.r.l.”, con sede a Caltanissetta, e “Polime s.r.l.”, di Messina, poiché ritenute strumentali alla commissione del reato di reimpiego di denaro, beni o utilità di provenienza illecita.

Le indagini della Dia ed il ruolo di Scirocco

L’indagine ha preso le mosse dall’analisi di alcuni fatti di rilevanza penale riguardanti il consorzio stabile “CO.RO.IM.”, all’epoca presieduto da Angelo Romano, che si era aggiudicato commesse pubbliche di notevole importanza, tra cui l’ampliamento del Palazzo di Giustizia di Caltanissetta, la manutenzione ordinaria e straordinaria del Policlinico Universitario di Messina e l’ampliamento dell’area di servizio autostradale milanese di Zenone est.

Gli approfondimenti della Dia si sono focalizzati sulla progressiva emersione, nella fase esecutiva degli appalti, di soggetti appartenenti alle sfere mafiose, quale espressione occulta dei consorzi “CO.RO.IM.” e “Virgilio”. Nella circostanza, spiccava la figura di Francesco Scirocco, imprenditore messinese condannato per concorso esterno nel reato di associazione mafiosa, vicino sia alla famiglia dei “Barcellonesi” che a quella di “Tortorici” dei Bontempo Scavo. 

Con riguardo al reato di reimpiego di beni di provenienza illecita nel consorzio stabile “Virgilio”, risultano indagati lo stesso Francesco Scirocco, Carlo Giunta (dal febbraio 2015 Consigliere del predetto consorzio, nonché amministratore unico della società cooperativa “Eco Ambiente”, socio di maggioranza del “Virgilio”), Aldo Domenico La Marca (dal settembre 2012 Direttore Tecnico del consorzio e dal febbraio 2015 al marzo 2016 Consigliere), nonché altri soggetti non raggiunti dalle misure disposte dal Gip. 

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