Cronaca

Cocaina dentro i chicchi di caffè, ecstasy nei cristalli: sgominata banda di narcos

Undici le persone arrestate dalla Finanza. Le indagini avviate dopo il sequestro all'aeroporto di Ciampino di droga. I retroscena sulla organizzazione criminale con ramificazioni in tutta la Sicilia e Germania, Olanda e Malta

Un colossale traffico di droga dal Sud America a Messina che coinvoge mezza Sicilia. Sono scattate all'alba di stamattina gli arresti per l'operazione Blanco. I finanzieri di Messina stanno eseguendo un’ordinanza di custodia cautelare nei confronti di 11 soggetti (9 dei quali in carcere e 2 agli arresti domiciliari), promotori e membri di un’organizzazione criminale che gestiva un lucroso traffico internazionale di sostanze stupefacenti del tipo cocaina tra il Sud America e la Sicilia.

Le  indagini, condotte dagli specialisti del Gico del nucleo di polizia economico Finanziaria di Messina, sotto la direzione della procura distrettuale Antimafia di Messina, traggono origine dagli approfondimenti avviati nell’agosto 2017, dopo il sequestro di circa un chilogrammo di cocaina spedito all’interno di un pacco proveniente dalla Colombia e occultata sotto la forma di chicchi di caffè, da qui il nome dell’operazione, sequestrato all'aeroporto di Ciampino. La polizia giudiziaria ha avviato mirate attività per individuare i reali destinatari dell’ingente quantitativo di narcotico, accertando come l’illecita operazione repressa non avesse carattere di episodicità, ma era inseritain un più ampio e strutturato quadro delinquenziale che operava nella Sicilia orientale con ramificazioni anche in Germania, Olanda e Malta, oltre che in Sud America.

E' emerso come il quantitativo di “caffè”, spedito dal cittadino colombiano Carlos Manuel Ramirez De La Rosa, coadiuvato in Italia dalla compagna cubana Magalys Sanchez Hechevarria, avrebbe dovuto essere ritirato, a Messina, dalla coppia Antonino Di Bella e Tindara Bonsignore, per conto del noto narcotrafficante catanese Salvatore Alfio Zappalà, di Sant’Alfio nel catanese, noto alle forze dell'ordine perchè contiguo al clan mafioso Laudani di Catania, per il tramite del suo factotum Carmelo Antonio Sangricoli. Ramirez Della Rosa, ex fidanzato della Polanco, una delle cosiddette “Olgettine” che partecipavano alle cene dell'ex premier Silvio Berlusconi.

La droga viaggiava nei chicchi di caffè, l'operazione Blanco | VIDEO

La droga, una volta estratta dall’ingegnoso metodo di occultamento, avrebbe soddisfatto le richieste del lucroso mercato della movida messinese, catanese e siracusana. In tale contesto, nei confronti di Sangricoli venivano sottoposti a sequestro, altresì, circa Kg. 1 di ecstasy, sotto forma di cristalli, a riprova della circostanza come il gruppo investigato fosse attivo nello smercio delle droghe nei locali da ballo. Gli inquirenti hanno acertato come lo Zappalà potesse contare: - da un lato, su un collaudato schema illecito che vedeva Pasquale Interlando, incaricato della logistica e custodia dello stupefacente, e Luigi Mariutti, deputato ad occuparsi del pagamento dell’illecita sostanza a mezzo trasferimenti attraverso money transfer; - dall’altro, sull’ausilio di un nutrito gruppo di spacciatori al dettaglio, tra cui gli odierni arrestati Angela Desiree Settipani, Antonino Spinali e Federica Di Grande.

L’organizzatore colombiano Carlos Manuel Ramirez De La Rosa, ex fidanzato della Polanco, una delle cosiddette “Olgettine” che partecipavano alle cene dell'ex premier Silvio Berlusconi, non è nuovo alle cronache giudiziarie nazionali, per essere già emerso in una complessa indagine sviluppata dalla Guardia di Finanza di Milano.

Ramirez Della Rosa, noto come Emilio, era già stato condannato a otto anni di carcere per droga perchè era stato trovato in possesso di 12 chili e 412 grammi di cocaina. Tre chili di quella droga erano a Milano Due, nella cantina dell'appartamento abitato da Marysthell, la cui casa era nel libro paga del premier e diventata famosa col nome di residence Olgettina. Il resto della droga era in un altro appartamento di Ramirez. Si scoprì che viaggiava sull'auto di Nicole Minetti, il consigliere regionale del Pdl accusata di reclutare le ragazze che si prostituivano per il premier.

Secondo ipotesi investigativa, proprio la detenzione di Ramirez della Rosa alcarcere di Caltanissetta del Ramirez insieme a Salvatore Alfio Zappalà e ad Antonino Di Bella, ha dato il via  al sodalizio tra le rispettive organizzazioni criminali, sudamericana e siciliana. Le attività sono in corso di esecuzione a Messina, Catania, Siracusa, Ragusa, Caltanissetta, Varese ed in Spagna, con la collaborazione della Direzione Centrale per i servizi antidroga e delle competenti autorità di polizia spagnole.

Nel corso delle perquisizioni eseguite stamattina, a conferma dell’attuale operatività dell’associazione per delinquere individuata, sono stati rinvenuti gr. 170 di ketamina e n. 835 pasticche di ecstasy con marchio “rolex”, sottoposti a sequestro presso l’abitazione di Salvatore Alfio Zappalà. Con l’operazione odierna, il Tribunale, la Direzione Distrettuale Antimafia e la Guardia di Finanza di Messina, oltre ad assicurare alla giustizia soggetti dediti alle attività di narcotraffico, hanno recuperato un ampio spazio di legalità, restituendolo alla collettività onesta. L'indagine è stata coordinata dal procuratore di Messina Maurizio De Lucia e dall'aggiunto Vito Di Giorgio. 

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