Cronaca

Mafia, tornano a Messina per ricostituire i clan: arrestati cinque ex pentiti

Decine di poliziotti sono impegnati da ore nella operazione antimafia che ha portato all'arresto complessivo di 14 persone, tra esponenti di spicco e fiancheggiatori. Avevano ripreso il controllo su droga ed estorsioni

Cinque ex pentiti della mafia messinese sono stati arrestati all'alba di oggi con l'accusa di essere tornati a Messina e avere ricostruito la cosca mafiosa riprendendo il controllo del territorio con estorsioni e traffico di droga.

Decine di poliziotti sono impegnati da ore nella operazione antimafia denominata “Predominio” che ha portato all'arresto complessivo di 14 persone (tredici cautelari e uno ai domiciliari), tra esponenti di spicco e fiancheggiatori appartenenti a due pericolosissimi sodalizi criminali in larga parte tra loro sovrapponibili, dediti, tra le altre azioni delittuose, all'estorsione e al narcotraffico. Si tratta di protagonisti di spicco della mafia detgli anni Ottanta e Novanta a Messina che dal 2016 si erano riorganizzati per riprendere il controllo del territorio.

Tutti i nomi degli arrestati: non avevano mai interrotto i rapporti con i clan

L'operazione di polizia "costituisce epilogo delle più recenti indagini condotte dalla Squadra Mobile e coordinate dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Messina", guidata da Maurizio De Lucia. All'esito di una complessa attività investigativa - avviata nel luglio 2018 e protrattasi sino al marzo del 2019 attraverso pedinamenti, intercettazioni e verifiche incrociate sui grupi criminali - "è stato possibile rilevare l'intento di alcuni ex collaboratori di giustizia i quali, una volta rientrati in città, si erano adoperati, in forma stabile ed associata, al fine di riaffermarsi nel panorama criminale locale, guadagnando un proprio spazio nel campo del traffico e spaccio di stupefacenti nonché attraverso l'intimidazione e l'estorsione", dicono gli inquirenti.

Nel corso dell'indagine numerosi sono stati gli episodi di spaccio di droghe accertati ed è stato anche rilevato il possesso di armi da parte di alcuni degli indagati e ciò a chiara riprova della pericolosità di tali compagini criminali. Al ristorante “Il Sikulo” in passato gestito da uno degli arrestati, facevano spesso base per i loro incontri.

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