Operazione Nebrodi, colpo al cuore del sistema mafioso: “Ma si alzi la guardia sull'erogazione dei fondi Ue”

Navarra e Francesco De Domenico: “La Regione chiamata ad adottare tutti quegli strumenti a supporto di una economia sana”. Le reazioni dal Movimento5Stelle al ministro delle Politiche agricole Bellanova

“L’operazione della magistratura e delle forze dell’ordine che ha portato alla luce, nel comprensorio dei Nebrodi, una tentacolare presenza mafiosa nella erogazione e gestione dei fondi europei per attività agricole, merita sentito plauso e offre spunti per una serie di considerazioni”.

E il commento degli onorevoli Pietro Navarra e Francesco De Domenico dopo ‘inchiesta che ha sgominato due clan dei Nebrodi, in particolare i gruppi dei batanesi e dei Bontempo Scavo. Una mafia, quella di Tortorici, camaleontica”, come l’ha definita il gip Salvatre Mastroeni che come l’araba fece crea anticorpi alle inchieste e risorge, questa volta puntando l’attenzione al business dei fondi europei destinati all’agricoltura. Una inchiesta che fra i 94 arrestati vede anche colletti bianchi come il notaio Antonino Pecoraro, 73 anni, di Canicattì, il consigliere comunale di Randazzo Vincenzo Ciraolo,  Antonio Caputo, ex sindaco di Cesarò e il sindaco di Tortorici, Emanuele Galati Sardo, 40 anni, eletto ad aprile,  che lavorava nel centro di assistenza agricola.

“Va evidenziato come la presenza mafiosa nel comprensorio nebroideo continui ad essere una grave minaccia per il nostro territorio – dicono Navarra e De Domenico - Quanto messo in luce dall’indagine deve rappresentare un ulteriore stimolo a innalzare il livello di guardia, a tutela di tutte quelle forze sane che, a Tortorici e in tutti gli altri Comuni della zona, continuano comunque a operare nell’alveo della piena legalità e non si piegano di fronte alla mafia. Va assecondata, pertanto, la richiesta del procuratore De Lucia di rafforzare i presidi giudiziari e delle forze dell’ordine. L’allarme deve riguardare altresì le pubbliche amministrazioni, visto che l’operazione ha messo in luce il coinvolgimento di politici (pur se indagati per la loro attività professionale) e funzionari pubblici. La Regione Sicilia, in particolare, è chiamata ad adottare tutti quegli strumenti per garantire la piena regolarità nella fruizione dei fondi europei e la giusta destinazione a supporto di una economia sana”. Navarra e De Domenico plaudono ala immediata sospensione del prefetto di coloro, implicati nelle indagini, che rivestivano ruoli pubblici.

A chiedere controlli più rigorosi nelle procedure di erogazione dei fondi Ue sono i deputati del M5S all'Ars Antonio De Luca e Valentina Zafarana. “Occorre adottare metodi che consentano all'Agea di verificare compiutamente le pratiche trasmesse dai Caa (Centri autorizzati di assistenza agricola) e le effettive movimentazioni del bestiame al fine di collegare i contributi alle attività effettivamente esistenti e non al solo possesso dei terreni. Vanno predisposti ulteriori strumenti, da affiancare al protocollo Antoci, al fine di impedire che la criminalità possa controllare e condizionare in modo così stringente le attività imprenditoriali e distruggere il tessuto sociale".

Ma sono tante le reazioni per quella che è stata definita la più grande operazione antimafia dai tempi del “Mare Nostrum”.

"Operazioni come queste incoraggiano le persone oneste e liberano territori bellissimi dal controllo mafioso e del malaffare – dice Luigi Cuomo, presidente nazionale di Sos Impresa -  Il blitz ha svelato il complesso e profondo intreccio di interessi mafiosi e corruttivi, già contrastati dall'ex presidente del Parco dei Nebrodi, Giuseppe Antoci. E' con immensa gratitudine che rivolgo il mio personale 'grazie' alla magistratura, che ha anche confermato quanto siano state giuste le intuizioni dell'ex presidente Antoci - aggiunge Giuseppe Scandurra, vicepresidente nazionale di Sos Impresa - e quanto lo stesso Antoci sia stato effettivamente esposto alla violenza criminale mafiosa, che ha tentato in tutti i modi di difendere il proprio sistema di interessi illeciti e parassitari nel Parco dei Nebrodi". A unirsi al plauso per l'operazione è il Coordinamento siciliano della Rete per la legalità che si costituirà parte civile nel procedimento, ribadendo "la propria vicinanza a tutti coloro che si battono per l'affermazione della legalità".

"L'importanza dell'odierna operazione antimafia – scrive anche il segretario dell'Associazione nazionale funzionari di Polizia, Enzo Letizia  - sta nell'aver stroncato un'organizzazione capace di infettare e infestare l'economia agricola di una parte importante del Paese. Illegalità contro cui si era già mosso l'ex presidente di Nebrodi, Giuseppe Antoci, contro il quale era stato predisposto un attentato sventato dagli uomini della Polizia di Stato. Come associazione nazionale Funzionari di Polizia - conclude - abbiamo sempre segnalato, e continuiamo a farlo, la necessità di un'assoluta coesione tra magistratura, organi investigativi e società civile per stroncare tutte le forme attraverso cui si manifesta la mafia".

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"Un grande plauso alla magistratura, ai carabinieri e alla Guardia di finanza”, anche dal presidente Nello Musumeci, sL deputato M5S alla Camera, Antonio Lombardo e dal presidente della commissione Difesa della Camera dei deputati, Gianluca Rizzo e dal ministro delle Politiche agricole Teresa Bellanova. " La gravità di quanto emerso è enorme – spiega Bellanova  -Altrettanto evidente il danno derivante dal sottrarre importanti risorse europee alla buona agricoltura e alle imprese di qualità, che nella Sicilia orientale sono la maggior parte, per dirigerle verso le cosche mafiose e le imprese colluse con la connivenza di pezzi della pubblica amministrazione. Doppiamente colpevoli considerato l'utilizzo della figura dei giovani imprenditori, funzionale alla distrazione delle risorse". Per il ministro un'operazione "significativa anche per il numero di donne e uomini dell'Arma dei carabinieri tra cui il nostro reparto specializzato. Ancora una volta emerge la qualità del nostro sistema di prevenzione e repressione a tutela di quell'economia e quell'agroalimentare che scelgono, senza tentennamenti, la via della legalità, del rispetto della legge, della concorrenza virtuosa e sana, della qualità territoriale come elemento fondamentale per la competitività e lo sviluppo".

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