Cronaca

Imprenditore strozzato dai debiti dell'usura, in tre finiscono agli arresti

Un prestito di tremila euro diventato la sua croce. Era finito nelle maglie di tre cravattari ma ad agosto del 2019 ha trovato il coraggio di denunciare tutto alla polizia. Nella notte le custodie cautelari per Morvillo, Venuti e Maggio

Un prestito di tremila euro diventato la sua croce. Era finito nelle maglie di tre cravattari un imprenditore che ad agosto del 2019 ha trovato il coraggio di denunciare. A distanza di oltre un anno la polizia ha eseguito questa notte una ordinanza di misure cautelari nei confronti di tre soggetti, ritenuti responsabili – in concorso tra di loro – del reato di usura pluriaggravata.

E' l’epilogo delle  indagini condotte dalla Squadra Mobile e coordinate dalla Procura presso il Tribunale di Messina su una triste vicenda che ha visto un imprenditore costretto dal giogo usuraio di persone senza scrupoli. Agli arresti sono finiti Antonino Morvillo, 38 anni, Nunzio Venuti di 56 e Giuseppe Maggio, 53 anni.

La storia

Era stato proprio Morvillo a mettere in contatto l'imprenditore con Nunzio Venuti, per un prestito di 3.000 da restituire, in trenta giorni, con mille euro in più. La situazione finanziaria della vittima non è, però, migliorata nel tempo, ragion per cui si è trovata nella necessità di chiedere ulteriori somme a credito al Venuti, questa volta consegnando degli assegni a proprio nome a titolo di garanzia.

Entrato in una spirale da cui è certamente difficile uscire, l’imprenditore è stato nuovamente costretto a richiedere al Venuti altri 3.000 euro, per restituirne 4.000 entro un mese.

Trovandosi ben presto nella impossibilità di far fronte agli impegni assunti con gli odierni indagati, per l’imprenditore è iniziato un vero e proprio incubo. Venuti e Morvillo, nonchè un terzo arrestato, Giuseppe Maggio, che avanzavano sempre più pressanti richieste di denaro nei suoi confronti

Richieste accompagnate da minacce (anche) velate, ossia da precisi riferimenti operati dagli indagati all’ubicazione della abitazione della vittima, alla composizione del suo nucleo familiare e a gruppi criminali a disposizione di Venuti per il “recupero crediti”.

Maggio e Morvillo hanno poi, secondo un “copione” piuttosto ricorrente nei fatti di usura, posto in essere un subdolo inserimento nella vicenda, ostentando la loro solidarietà alla persona offesa ma perseguendo, in realtà, biechi interessi personali.

Esasperato, l’imprenditore ha raccontato l’intera vicenda agli investigatori della Sezione Reati contro il patrimonio della Squadra Mobile, che hanno avviato una certosina attività di indagine condotta per il tramite di escussione di testimoni, intercettazioni telefoniche, ambientali, servizi di osservazione e dinamici sul territorio.

E le emergenze investigative hanno delineato un compendio, anche ad avviso del GIP che ha emesso il provvedimento coercitivo su richiesta della Procura, ampiamente idoneo a fondare un giudizio di gravità indiziaria a carico degli indagati con riferimento ai gravi fatti di usura in contestazione.

Una pietra angolare dell’intera azione investigativa deve essere considerato l’arresto, in flagranza di reato, di Antonino Morvillo, avvenuto il 15 settembre del 2019. In quella occasione, l'uomo era stato colto, fuori da un bar del centro cittadino, in flagranza di reato ed in possesso di banconote consegnategli immediatamente prima dalla vittima quale acconto della più consistente somma illecitamente richiesta per estinguere un debito i cui interessi, in poco tempo, erano ormai cresciuti a dismisura. Le banconote in questione erano state, per di più, precedentemente “contrassegnate” dai poliziotti della Squadra mobile, che erano impegnati in un servizio di osservazione e tutela nei pressi del luogo dell’incontro.

Così e come accennato, condividendo l’imponente quadro indiziario raccolto dagli investigatori della Squadra Mobile, la Procura, ha richiesto ed ottenuto dal Gip la misura cautelare degli arresti domiciliari con divieto di comunicazione con persone diverse da quelle conviventi.

I fatti-reato risalgono al periodo compreso tra l’aprile ed il settembre del 2019.

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