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Cronaca Barcellona Pozzo di Gotto

Nel cortile per il passeggio fuggono dal carcere, dura un paio d'ore l'evasione di due detenuti

Il primo era stato fermato immediatamente, l'altro poco dopo. L'episodio che riaccende le polemiche sulle carenze strutturali e di personale al penitenziario di Barcellona Pozzo di Gotto

E' durata due ore la fuga dal carcere di Barcellona Pozzo di Gotto di due detenuti. Uno è stato riacciuffato quasi subito, l'altro arrestato poco dopo. Si tratta di palermitano di 25 anni. I due sono riusciti ad allontanarsi fuggendo dal cortile in cui in genere passeggiano i detenuti.

Ad assicurarli di nuovo alla giustizia la polizia penitenziaria con il supporto dei carabinieri.

Due evasi dal carcere di Barcellona Pozzo di Gotto, uno è stato ritrovato

Un caso che riaccende le polemiche sulle condizioni delle strutture penitenziarie in Italia e a Barcellona Pozzo di Gotto più volte finito nell'occhio del ciclone per tentativi di fuga, di suicidi, detenuti che protestano quando non aggrediscono direttamente gli agenti di polizia penitenziaria.

"Bisogna avere il coraggio di chiudere strutture come quella di Barcellona", è la posizione di Francesco Davide Scaduto, segretario nazionale Confipe  che ha voluto ringraziare i colleghi per l'impegno che quotidianamente sono costretti a portare avanti fra mille difficoltà. Attualmente gli agenti di polizia penitenziaria sono in stato di agitazione. 

Vibrante la protesta anche del Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria Sappe. “Bravissimi i colleghi di Barcellona che, in due momenti diversi, hanno bloccato i due detenuti - racconta Donato Capece, segretario generale ​ - ma la grave vicenda porta alla luce le priorità della sicurezza (spesso trascurate) con cui quotidianamente hanno a che fare le donne e gli uomini della Polizia Penitenziaria della Nazione. Questa evasione lampo è la conseguenza dello smantellamento, negli anni, delle politiche di sicurezza dei penitenziari. Smembrare la sicurezza interna delle carceri con vigilanza dinamica, regime aperto ed assenza di Polizia Penitenziaria favorisce inevitabilmente gli eventi critici, che sono costanti e continui”, prosegue il sindacalista.

Per Capece, “servono regole ferree per ristabilire ordine e sicurezza nelle carceri, attuando davvero quella tolleranza zero verso i detenuti violenti che, anche in carcere, sono convinti di poter continuare a delinquere nella impunità assoluta! Qui serve, forte ed evidente, la presenza dello Stato, che non può tollerare questa diffusa impunità, e servono provvedimenti urgenti ed efficaci!”, conclude Capece.

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