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Cronaca Barcellona Pozzo di Gotto

Rapina, violenza sessuale e maltrattamenti: nei guai padre e figlia

I due sono stati arrestati dai carabinieri dopo lunghe indagini coordinate dalla Procura di Barcellona Pozzo di Gotto

Gravissimi i reati contestati a due extracomunitari arrestati ieri dai carabinieri di Barcellna Pozzo di Gotto. Si tratta di un 51enne ed una 30enne che dovranno rispondere a vario titolo di rapina, lesioni aggravate, violenza sessuale e maltrattamenti in famiglia. L'arresto al termine di lunghe e approfondite indagini coordinate dalla locale Procura diretta dal procuratore capo Giuseppe Verzera che ha chiesto la misura cautelare per i due indagati. 

Entrambi sono stati rintracciati dai militari dell'Arma nella serata di ieri. Per l'uomo di 51 anni si sono aperte le porte del carcere mentre la donna è stata ristretta ai domiciliari con l’applicazione del braccialetto elettronico.

Tutto nasce in seguito alla rapina in un'abitazione di Castroreale avvenuta nel 2023. Il primo ad essere fermato era stato il 51enne, ex compagno di una delle due persone colpite. L'uomo si era dapprima reso irreperibile, per poi essere arrestato nel Ragusano.  Il medesimo provvedimento di fermo di indiziato di delitto era stato predisposto anche per il figlio del 51enne che però aveva fatto perdere le proprie tracce. Il ragazzo è stato fermato il 6 maggio al confine italiano di Bardonecchia in Piemonte e trasportato in carcere. Ma gli inquirenti hanno approfondito le indagini facendo emergere anche la responsabilità dell'altra figlia 30enne. Secondo le risultanze della Procura, la ragazza ha collaborato attivamente all’evento delittuoso prestando il suo ausilio nella fuga e sulla realizzazione di appositi alibi per coprire il padre ed il fratello. Di fondamentale importanza è stata la denuncia della donna nell’immediatezza della rapina in abitazione che, oltre a ricostruire le fasi dell’evento delittuoso ed il pestaggio del compagno, rappresentava una serie di maltrattamenti e violenze subite dal 51enne nel corso degli anni. La stessa fu poi tradotta in comunità protetta unitamente ai figli dove tutt’ora permarrà.

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