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Cronaca Barcellona Pozzo di Gotto

Boss al 41bis continuava a gestire aziende confiscate grazie ai familiari

Si tratta di Pietro Mazzagatti, la scoperta degli uomini dell'Antimafia dopo un'intensa attività di indagine. Due le persone arrestate, ritenute appartenenti al clan del barcellonesi

Nonostante fosse ristretto al 41bis continuava a gestire le proprie aziende, già confiscate dallo Stato. Per farlo, il boss della mafia barcellonese, Pietro Mazzagatti, si serviva di familiari e prestanome. E' quanto portato alla luce dalla Dia dopo una lunga attività di indagine culminata con sei misure cautelari per il reato di intestazione fittizia aggravata dal metodo mafioso.

Le indagini dellìAntimafia hanno fatto emergere come l'appartenente alla famiglia criminale, condannato all'ergastolo e detenuto in regime del 41 bis o.p., continuasse a gestire diverse realtà aziendali che erano state confiscate. Le attività investigative, anche di natura tecnica, riscontrate dall'attività di analisi della documentazione amministrativa e dei flussi finanziari delle imprese, hanno infatti disvelato come il soggetto, detenuto, intervenendo nella gestione delle aziende confiscate, dettasse puntuali indicazioni ai propri familiari in merito al personale da assumere ed ai ruoli da svolgere, all'individuazione dei fornitori, ai rapporti con la clientela ed alla cura dei locali adibiti a sala ricevimento, giungendo persino ad interloquire sui compensi dei dipendenti. Tale condotta, proseguita per diverso tempo, è infine culminata nella definizione di apposita strategia finalizzata alla locazione delle imprese in confisca ad un terzo soggetto prestanome. Questi, attraverso la costituzione ad hoc di una società ''pulita", ha consentito ai familiari del detenuto di rientrare, per suo tramite, nel pieno possesso delle imprese.

Con il provvedimento in esecuzione oggi sono state disposte le misure della custodia cautelare in carcere per il soggetto già detenuto, degli arresti domiciliari per la moglie ed il figlio e di tre obblighi di presentazione alla polizia giudiziaria per la figlia, la nuora ed il padre di quest'ultima, nonché il sequestro delle quote societarie dell'impresa appositamente costituita per l'attività di locazione delle aziende.

Il provvedimento emesso nella fase delle indagini preliminari è basato su imputazioni provvisorie che dovranno comunque trovare riscontro in dibattimento e nei successivi gradi di giudizio, nel rispetto, pertanto, della presunzione di innocenza che l'art. 27 della Costituzione garantisce ai cittadini fino alla sentenza passata in giudicato.

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