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Venerdì, 1 Luglio 2022
Cronaca

Corruzione a Mojo Alcantara e Malvagna, De Luca: "Il sindaco Pennisi mai tesserato a Sicilia Vera"

Il leader del movimento prende le distanze dopo gli arresti del primo cittadino. Domani intanto cominceranno gli interrogatori con la vicesindaca Clelia Pennisi e il fratello Carmelo, secondo gli inquirenti affiliato al clan catanese dei Cintorino

“Il sindaco di Moio Alcantara Bruno Pennisi non è mai stato un tesserato al movimento di Sicilia Vera sebbene lo stesso possa avere in passato espresso tale intenzione”.

Mette le distanze il leader di Sicilia Vera Cateno De Luca dopo l’inchiesta della Distrettuale antimafia di Messina e della Guardia di Finanza che ieri ha portato a sette arresti nella zona jonica, tra cui il sindaco e la vice sindaco di Mojo Bruno Pennisi e Clelia Pennisi (nessuna parentela fra i due, solo omonimia).

I nomi degli indagati

Sono indagati a vario titolo per associazione mafiosa, corruzione, induzione indebita a dare o premettere utilità.

Secondo l’accusa, infatti, il sindaco accettava “denaro o la promessa di averne e “favoriva vendita di materiale edile da parte di una società di cui vantava cointeressenze, turbando procedure di gara” a favore di un imprenditore di Santa Teresa di Riva, Santo Rosario Ferraro, titolare della Effe Costruzioni ora agli arresti domiciliari.

Infiltrazioni mafiose nella Jonica, sette arresti: in carcere il sindaco Pennisi

“I reati ipotizzati - afferma Cateno De Luca - sono gravissimi e mi auguro che la giustizia possa fare chiarezza su quanto accaduto. Noi siamo contro tutte le mafie ed esprimiamo un plauso alle forze dell’ordine per il lavoro d’indagine portato avanti. La mia solidarietà, aggiunge De Luca, va alle comunità di Moio Alcantara e Malvagna che subiscono le conseguenze amministrative determinate dalla rimozione dei loro amministratori. Al sindaco di Moio Alcantara Bruno Pennisi come uso fare per qualsiasi politico imputato, auguro di poter dimostrare la sua assoluta estraneità ai gravissimi reati contestatigli. Non posso però consentire, conclude De Luca, che si accosti il mio nome e quello di Sicilia Vera a vicende che gettano un’ombra sulla nostra attività e sulla nostra condotta che da sempre si distingue per la lotta ai sistemi mafiosi”.

Domani intanto cominceranno gli interrogatori con la vicesindaca Clelia Pennisi, eletta con la llsta civica "Progetto Comune", e il fratello Carmelo Pennisi, che era stato già finito in carcere nell'operazione di Catania "Isola Bella" e poi assolto dall’accusa di associazione mafiosa. Secondo gli inquirenti è un affiliato al clan catanese dei Cintorino e dal carcere continuava a dare indicazioni sugli "affari di famiglia" alla sorella e al padre, Giuseppe.

Ad aprire un squarcio, le rivelazioni del pentito Carmelo Porto, che dopo l'operazione Isola Bella ha cominciato a collaborare con gli inquirenti. Il clan Cintorino avrebbe condizionato oltre gli appalti a Mojo Alcantara anache a Malvagna dove è stato arrestato l'ex assessore ai Lavori Pubblici Giuseppe Luca Orlando che aspirava anche a fare il sindaco nella cittadina jonica.

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