Giovedì, 21 Ottobre 2021
Cronaca Ucria

Omicidio di Ucria: resta in carcere il giovane Salvatore Russo

Anche per il gip di Patti Molino, sarebbe andato oltre la legittima difesa sparando ai due Contiguglia e ferendone un altro che avevano organizzato una spedizione punitiva ai suoi danni. La lite per il posteggio. Che ora si tinge di giallo

Ha deciso il gip di Patti Ugo Molino: Salvatore Russo, l'uomo accusato di aver ucciso a Ucria Antonino e Fabrizio Contiguglia, zio e nipote, e ferito l'altro nipote Salvatore Contiguglia, resta in carcere.

Il gip ha quindi accolto la richiesta avanzata dalla procura di Patti diretta dal procuratore Angelo Cavallo di applicazione di una misura, ma non ha convalidato il fermo. Il giudice non ha ritenuto che ci fosse pericolo di fuga invece, così come ipotizzato dalla procura alla luce del comportamento collaborativo tenuto da Russo fin dal primo momento che ha atteso l’arrivo dei carabinieri e li ha subito condotti nel luogo dove aveva abbandonato la pistola. 

La decisione stamattina dopo il fermo di Ferragosto e la conferenza stampa a Messina. La procura di Patti, guidata da Angelo Cavallo, aveva richiesto la convalida del fermo per il ventinovenne di Paternò,  non riconoscendo l'attenuante della legittima difesa invocata dal ragazzo.

La vicenda è stata ricostruita grazie alle indagini del nucleo investigativo dei carabinieri di Messina, guidati dal tenente colonnello Ivan Boracchia e dalla compagnia di Patti al comando del capitano Marcello Pezzi.

Una decisione preannunciata ma destinata a far discutere dal momento che è ormai certo che le vittime abbiamo organizzato una vera e propria missione punitiva ai danni di Russo e che la pistola appartenesse ad uno dei Contiguglia, uno dei quali, Domenico, era pregiudicato per reati di mafia.

Ora il nodo da sciogliere è anche il parcheggio da cui è nato lo scontro. Era abusivo come risulta agli inquirenti o la famiglia Contiguglia pagava per quello stallo da disabile come dichiarato a caldo anche dal sindaco?

Una questione non di poco conto nella dinamica complessiva che ha stravolto la vita di tante famiglie e di una intera comunità.

Il giovane, che avrebbe dovuto sposarsi i primi di settembre, si trova adesso al carcere di Barcellona.

Gli avvocati Luigi Bellissima e Fortunato De Martino, suoi difensori, presenteranno richiesta di riesame del provvedimento ritenendo sussistente la legittima difesa. Russo, in sede di interrogatorio di garanzia, ha dichiarato di essersi difeso perché temeva per la sua vita e per l’incolumità delle altre persone presenti in casa. Secondo il racconto dei ragazzo, si è visto puntare una pistola contro e ha reagito frapponendo la sua mano tra il calcio e il cane della pistola bloccando il colpo che gli stavano per sparare. 

Russo, sempre in quella sede, ha giustificato la sua dimestichezza con le armi, con la frequentazione al poligono di tiro, un paio di volte, qualche anno fa. Una esperienza che evidentemente gli è servita per difendersi.

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