Cronaca Lipari

Addio all'asinella Camilla, Ginostra a lutto

Era stata portata a Lipari per essere curata dopo le ferite causate dall'esplosione. Ma nonostante l'impegno dei veterinari non ce l'ha fatta. Per otto anni è stata la “guida” e l'unico mezzo di trasporto per abitanti e turisti

Non c’è più Camilla, l’asinella portata via da Ginostra dopo l’eruzione del 3 luglio è morta per le ferite riportate in seguito all’esplosione.

E’ scura Ginostra adesso, la terra arsa dal fuoco è nera, a lutto per la dolce asinella che mille volte ha percorso quelle strade tutte in salita, fra viottoli e scalinate di lava, capperi e olivi. Isola pedonale per vocazione, Ginostra. Qui non ronzano neppure le motorette Ape che assicurano i collegamenti nella più vivace Stromboli. A provvedere al trasporto di merci e bagagli per tanto tempo ci ha pensato lei. Per otto anni.

Già, perchè chi pensa che l?asino ai tempi di internet e dei trasporti veloci sia superato si sbaglia di grosso. In molti comuni è ancora una risorsa, se non un simbolo dei tempi andati. Tanti i comuni in Sicilia che nel tempo ne hanno riscoperto il valore, come a Castelbuono, dove il sindaco Mario Cicero, nel 2007, decise di utilizzare gli asini per la  raccolta differenziata dei rifiuti porta a porta. Un?idea bislacca, apparentemente ma che aprì le porte a tanti progetti importanti che coinvolsero sei regioni del Mezzogiorno d?Italia. Decine di asini raggiunsero Roma programmando varie tappe nelle quali venivano messe in evidenza  tutte le attività che si possono svolgere con l?ausilio dell?asino: l?onoterapia, il trekking someggiato, la produzione del latte, la pulitura dei prati, delle scarpate.

A Ginostra, frazione di Lipari, l’asino è stato sempre il vero amico dell’uomo oltre che l?unico mezzo di trasporto. Prima di Camilla, l?asino del tedesco Ulli, carico di merce, faceva la spola dal porto al centro abitato ad ogni arrivo di nave e aliscafo. Ancora qualcuno ricorda i momenti di panico, quando lo portarono a Milazzo per le visite veterinarie e rimase bloccato sulla terraferma a causa del maltempo. Ancora oggi c'è Rocco, l'asino netturbino di Ginostra.

Un legame che merita un momento di preghiera, la morte di Camilla. Mentre sullo sfondo, il vulcano replica all'infinito lo stesso spettacolo: sbuffa, brontola ogni dieci minuti ed esplode a intervalli regolari. Illumina le tenebre con i suoi getti incandescenti.

“Meglio che si faccia sentire”, dicono gli isolani: «Non c'è da averne paura, si arrabbia in media ogni vent'anni. Quando non si fa sentire per un po’ è peggio perché poi si crea il tappo ed esplode tutto in una volta, come accaduto un paio di settimane fa”.

Oggi i turisti si appostano con le barche per guardare meglio lo spettacolo aspettando di sbarcare  ancora a Ginostra in modo avventuroso.

Ma Camilla non potrà più accompagnarli.

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