Cronaca

Falsa perizia per un fabbricato di Zafferia: assolto il vicesindaco Mondello

Il verdetto della Corte d'Appello di Reggio Calabria. L'architetto messinese era stato condannato per il reato di falsità ideologica commessa da privato in atto pubblico. La vicenda risale al 2012

"Assolto perchè il fatto non sussiste".

La corte d'appello di Reggio Calabria ha posto la parola fine sulla vicenda giudiziaria che dal 2015 vedeva coinvolto l'architetto Salvatore Mondello, attuale vice sindaco di Messina.

Ieri pomeriggio i giudici hanno assolto Mondello con formula piena dall'accusa di falsità ideologica commessa da privato in atto pubblico. Il verdetto ribalta di fatto le precedenti sentenze di condanna dei giudici messinesi. Il Comune di Messina, anche dopo la nomina di Mondello alla carica di vicesindaco e assessore ai Lavori Pubblici, Urbanistica e Mobilità Urbana, ha confermato la costituzione di parte civile deliberata dalla precedente amministrazione. Il professionista è stato difeso dagli avvocati Carlo Taormina e Giovanni Mannuccia, coadiuvati dal consulente tecnico di parte.

“In linea con il modus operandi che caratterizza la mia persona – ha sottolineato Mondello – non ho nulla da commentare a meno della consapevolezza che si è chiusa una vicenda a dir poco surreale e soprattutto nella piena coscienza di avere sempre svolto la mia professione con correttezza e scrupolo. Oggi, finalmente, questo comportamento, è stato confermato anche dai giudici”.

La vicenda

Tutto inizia nel 2012 quando Mondello viene accusato di aver firmato falsa perizia per la realizzazione di un fabbricato a Zafferia. Il documento sarebbe servito alla costruzione di  una mansarda abusiva.

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