Cronaca

Atm verso la liquidazione mentre aumentano i ricavi, Campagna: "Basta polemiche inutili"

Produttività cresciuta del 2,61%. Nel 2020 il passaggio alla Spa. Ma i conti dell'azienda trasporti restano in rosso. "Patrimonio azzerato e debiti per 68 milioni di euro". E sul credito di dieci milioni la Regione va in Appello

L'Atm si avvia alla liquidazione con una consistenza patrimoniale pari a zero e 68 milioni di euro di debiti al 31 dicembre 2018. Numeri chiari e drammatici, snocciolati questa mattina durante una lunga conferenza stampa a Palazzo Zanca dai commissari liquidatori Pietro Picciolo e Fabrizio Gemelli.

All'incontro, fortemente voluto per replicare alle critiche dei sindacati degli ultimi giorni, hanno partecipato anche il presidente Giuseppe Campagna, il direttore generale Natale Trischitta e il direttore tecnico e di esercizio tranvia Vincenzo Poidomani. 

Entro fine mese verrà redatto il piano di liquidazione e ad inizio 2020 in via La Farina sorgerà la nuova società per azioni e si potrà finalmente scrivere un nuovo capitolo nel delicato settore del trasporto pubblico locale.

Gli ultimi step di un percorso già avviato e da cui ormai è impossibile tornare indietro. L'alternativa sarebbe infatti la messa in liquidazione coatta ovvero il fallimento vero e proprio, con tutte le conseguenze del caso.  "Abbiamo iniziato a lavorare a giugno - ha spiegato il commissario Picciolo - dopo il via libera del consiglio comunale alla messa in liquidazione espresso lo scorso novembre. Dobbiamo fare in modo di portare avanti l'azienda negli ultimi cinque mesi di vita e le polemiche sterili non servono a nulla. Non è facile far quadrare i conti, abbiamo chiesto un anticipo di cassa al Comune per pagare gli stipendi mentre i fondi di agosto sono serviti a pagare la rottamazione di alcune cartelle per due milioni di euro".

Brutte notizie anche sul fronte dei contributi chilometrici che la Regione deve garantire ad Atm. Gli uffici palermitani hanno presentato ricorso in Appello e i tempi per avere a disposizione la somma, dieci milioni di euro in totale, si prospettano lunghi. E l'unica possibilità di accelerare la garantirebbe soltanto una transazione al ribasso. 

Tutto questo però si sarebbe potuto evitare. "Nel 2009 l'azienda poteva ancora salvarsi - precisa Picciolo - dopo la perdita di 18 milioni di euro occorreva ricostruire il capitale. Nel 2012 il Consiglio comunale aveva votato una prima liquidazione, ma l'iter non è stato seguito e nel 2017 l'Atm è stata addirittura passata alla gestione ordinaria come se nulla fosse successo. Il primo caso dove una delibera di giunta disattende il verdetto del consiglio comunale".

E sulla gestione dell'amministrazione precedente lo stesso Picciolo aveva acceso i riflettori, focalizzando l'attenzione sulle cause che hanno portato al dissesto finanziario con un memoriale di quaranta pagine. E adesso tutti i documenti sono stati depositati in Procura.  "Non bisogna perdere altro tempo - precisano i vertici Atm - abbiamo sempre agito per salvaguardare i lavoratori e prima di tutto i loro stipendi. Con i sindacati la porta è sempre stata aperta, nonostante i continui attacchi privi di giustificazione". 

Intanto, il presidente Giuseppe Campagna ha illustrato l'ultimo bilancio sull'attività aziendale. L'Atm ha registrato una crescita del 2,61 % rispetto al 2017 e ha ridotto i costi di esercizio di tre milioni di euro. "Il servizio Shuttle - ha spiegato Campagna - è sempre più apprezzato mentre aumentano i ricavi relativi alla vendita dei biglietti e dei gratta e sosta. Aumentata anche la vendita di biglietti a bordo dei mezzi e il numero di verbali emessi dai controllori che nel 2019, secondo una stima, dovrebbero arrivare sfiorare la soglia dei 14mila. "Devo ringraziare i lavoratori che si impegnano quotidianamente nonostante le difficoltà. Adesso guardiamo al futuro, per lavorare a regime servirebbero almeno cento autisti. Noi della cura Cacciola-Foti ne facciamo volentieri a meno".

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