Atm, i liquidatori blindano il passaggio dei dipendenti alla nuova Spa: "Garantiti Tfr, ferie non godute e inquadramento"

Avviate le procedure di licenziamento dei 461 lavoratori dell'azienda trasporti. Entro il 31 marzo il trasferimento di personale e beni alla nuova società di trasporto. "Era l'unica strada possibile"

La data segnata in rosso sul calendario dei liquidatori Atm è quello del 31 marzo. Sarà l'ultimo giorno di attività per la vecchia azienda trasporti, pronta a cedere il testimone alla nuova Spa, sui cui ricadono speranze e le inevitabili incertezze. 

La posta in gioco è importantissima. All'orizzonte c'è un passaggio storico per l'intera città e per 461 dipendenti tra autisti, meccanici e amministrativi. 

Tutto dovrebbe filare liscio. Almeno nelle intenzioni degli stessi commissari liquidatori Pietro Picciolo, Roberto Aquila e Fabrizio Gemelli che oggi sono tornati a rassicurare sul futuro dell'azienda. "A metà febbraio - ha spiegato Pietro Picciolo - è stato avviato il licenziamento collettivo del personale attualmente in servizio. E' il primo step che precede la nuova assunzione alla Spa, nessuno sarà escluso".

In mezzo c'è il riconoscimento di Tfr e ferie non godute. "Sono due voci che rimarrano nell'azienda in liquidazione - hanno precisato i liquidatori - per le quali verrà garantito il pagamento. Il trattamento di fine rapporto dei dipendenti è quantificabile in 5 milioni di euro, mentre per le ferie da rimborsare è prevista una spesa di 850mila euro". Atm ha di fatto recepito l'atto di indirizzo approvato oggi in commissione Viabilità. Saranno infatti rispettati l’inquadramento parametrale di provenienza di ciascun lavoratore, il riconoscimento dell’anzianità maturata al servizio di Atm in liquidazione e la conferma degli attuali trattamenti economici relativi agli scatti di anzianità.

C'è poi il capitolo contenziosi tra azienda e dipendenti. Quasi cento pratiche di varia natura per le quali Atm avvierrà un confronto con i sindacati. 

Il futuro dei dipendenti a tempo determinato

Dall'altro lato ci sono gli autisti a tempo determinato. Sulla questione dei 30 lavoratori precari - hanno detto i liquidatori - siamo disponibili ad un confronto con i sindacati e a vedere le loro proposte, pur nella convinzione che solo l’Atm Spa potrà garantire qualcosa di concreto, visto che sono previste nuove assunzioni che serviranno per il rilancio dell’azienda come l’annunciato tra l’altro dalla stessa Spa. Naturalmente, proposte di altro tipo che non sono attuabili o vanno contro la legge non possono essere prese in considerazione, nonostante anche noi abbiamo a cuore il futuro di questi dipendenti".

Non è possibile perdere ulteriore tempo o gli effetti sull'azienda e l'intera città saranno seri. Tutto, secondo la volontà dei liquidatori, deve filare liscio. Qualcosa però potrebbe cambiare alla luce della richiesta di liquidazione coatta presentata dall'azienda alla Regione. La nomina di un commissario potrebbe far dilatare i tempi vista la complessità della manovra che si sta attuando. "Sarebbe il nostro sostituto - ha precisato Fabrizio Gemelli - e non potrà che procedere sul percorso già delineato a meno che non voglia assumersi la responsabilità di apportare modifiche. Noi saremmo comunque disposti ad assisterlo per rispettare le scadenze fissate".

Atm procede spedita nonostante la bocciatura del piano di liquidazione in consiglio comunale. Da qui passa anche la stima sul valore degli autobus, circa 40, che dovranno passare alla nuova società tramite cessione. 

"L'azienda non si poteva salvare"

La decisione, contenuta nel Salva Messina, di liquidare l'attuale Atm era l'unica percorribile per garantire un futuro al trasporto pubblico. Lo hanno ribadito Picciolo, Aquila e Gemelli nel corso della conferenza stampa. " Nostante le difficoltà economiche evidenti, siamo riusciti garantire ogni mese gli stipendi, e senza alcuni nostri interventi necessari, si rischiava a breve di non pagare più nessuno. Il nostro auspicio è che da qui fino alla nuova costituzione dell’Atm spa, si possa costruire un dialogo più positivo e arrivare con serenità a questo nuovo traguardo. In questi mesi abbiamo
portato avanti una battaglia di civiltà e legalità, non si poteva pensare di proseguire ad operare con un’azienda pressoché fallita, con bilanci non approvati continuando ad aspettare una soluzione, che non poteva che venire con la presa di coscienza di questa amministrazione e con il Salva Messina. Non accettiamo polemiche pretestuose, L’azienda non si poteva salvare, ognuno analizzi la propria coscienza e riconosca i propri errori”.

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