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Giovedì, 8 Dicembre 2022
Cronaca

Atm-sindacati atto secondo, l'azienda replica: "Incarichi temporanei permessi dalla legge"

Il botta e risposta tra il presidente Giuseppe Campagna e le sigle Ugl, Filt Cgil, UIL trasporti, Faisa Cisal e Orsa. Al momento centro gli avanzamenti di carriera e un clima "pesante" tra i lavoratori. "Solo critiche strumentali"

Botta e risposta. Si scrive un altro capitolo nel già lungo e articolato scontro a distanza tra sindacati e Atm. Ieri Ugl, Filt Cgil, Uiltrasporti, Faisa Cisal e Orsa, hanno avviato la seconda fase delle procedure di raffreddamento e minacciano lo sciopero per "avanzamenti di carriera" all'interno dell'azienda che, a dire dei rappresentanti dei lavoratori, sarebbero gestiti in modo discrezionale.

Sulla questione interviene adesso il presidente di Atm Giuseppe Campagna tirando in ballo la legge e respingendo le accuse di chi vorrebbe evidentemente "un'azienda sindacalizzata".

La nota di Atm Spa 

"In modo assolutamente strumentale, viene agitato e lasciato immaginare agli occhi di chi legge un clima conflittuale all’interno dell’azienda che, a dire dei sindacati, riguarderebbe ogni settore di lavoro e la totalità dei dipendenti.  In realtà, invece, oggi la vera questione su cui i sindacati concentrano il loro sforzo e la loro protesta è quella relativa all’attribuzione di incarichi temporanei banditi dall’azienda, sulla scorta di una precisa norma di legge - l’art. 18 del Regio Decreto 148/1931 - , nonché del regolamento interno di Atm SpA.

I sindacati sottacciono, in realtà, che il soprarichiamato art. 18 RD 148/31 e l’art. 5 lett. c del regolamento aziendale per la selezione del personale, disciplinano espressamente la fattispecie di ché trattasi, indicando le citate norme la ricorrenza delle condizioni, la competenza e le modalità in presenza delle quali l’Azienda può legittimamente fare ricorso all’assegnazione di mansioni ed incarichi professionali in via temporanea, ad iniziativa della Direzione Generale Aziendale.

Nulla di scandaloso, quindi, nulla di poco trasparente, nulla di illegale, ma in realtà, esatta e legittima applicazione di norme di legge e regolamentari dettate dalla necessità di fare fronte ad esigenze temporanee e di organizzazione del lavoro, da parte di chi ha il compito di portare avanti gli obiettivi prefissi dall’Azienda e la stessa mission aziendale.

E’ evidente, dal tenore dell’intervento dei sindacati e dalle speciose insinuazioni, che gli stessi si vorrebbero sostituire alla legge, ai regolamenti, all’azienda ed alla sua governance per determinare loro i requisiti in presenza dei quali poter attivare questi strumenti, se non addirittura determinare loro stessi chi sia meritevole di ricoprire gli incarichi temporanei di che trattasi. Ciò, magari secondo il loro di “insindacabile giudizio”, anziché di quello dell’azienda, come invece è normale che sia in una SpA che deve rispondere a criteri di efficienza ed efficacia della propria azione. Peraltro, pur essendo del tutto evidente che la materia di ché trattasi non è oggetto di contrattazione e/o concertazione con i sindacati, gli stessi non nascondono il malcelato intento di ottenere da parte dell’azienda la costituzione di una “commissione paritetica” che si sostituisca agli organi preposti dalla legge e dai regolamenti interni di Atm per decidere delle selezioni di ché trattasi. L’Azienda non intende rinunziare alle proprie prerogative di legge e di regolamento e non può consentire che il perseguimento dei risultati aziendali possa essere pregiudicato dall’intenzione di imporre da parte dei sindacati stessi il ritorno di logiche che hanno nel tempo causato i risultati della vecchia azienda sindacalizzata che sono sotto gli occhi dei messinesi".

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