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Cronaca

Sette anni fa l'attentato a Giuseppe Antoci: "Paese con noi, non mollo"

Il ricordo di quel 18 maggio 2016 da parte dell'ex presidente del Parco dei Nebrodi che vive ancora sotto scorta

Fu proprio la risposta degli uomini della scorta e il sopraggiungere di un'altra auto della Polizia di Stato, con a bordo il vice questore Daniele Manganaro, a evitare il peggio. È dello scorso dicembre la scoperta, attraverso un’indagine dei carabinieri, che dalle carceri e dal 41 bis trapela la volontà di uccidere Antoci, di colpirlo ancora. Per tale ragione è stata portata ai massimi livelli la sua scorta, rafforzando anche il regime di sicurezza della sua famiglia. Oggi al Teatro Mandanici di Barcellona Pozzo di Gotto il prefetto di Messina, Cosima Di Stani, ha organizzato un incontro dal titolo 'Legalità e responsabilità per la crescita dei territori'. Tra i relatori anche il vice comandante generale dell'Arma dei carabinieri, generale di Corpo d’Armata Riccardo Galletta; il procuratore della Direzione distrettuale antimafia, Rosa Raffa; e lo stesso Antoci. "Ringrazio il prefetto Di Stani - ha detto Antoci ad AdnKronos - per aver voluto quest’anno stare al mio fianco in questo giorno difficile - dice -. Oggi, però, respiriamo un’aria diversa, quella del grande risultato del 'maxiprocesso Nebrodi', per cui risultato sono grato alla Dda di Messina e al Tribunale di Patti".

Da Antoci un ringraziamento anche alle "dottoressa Rosa Raffa, che ho sentito vicina nei momenti difficili dandomi forza e coraggio, e al nuovo vice comandante generale dell’Arma, generale Riccardo Galletta, che quel 16 maggio 2016 quale comandante della Legione carabinieri Sicilia fu fra i primissimi ad accorrere a casa mia e che contribuì in maniera determinante alla storica costituzione del reparto Cacciatori di Sicilia".

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