Venerdì, 17 Settembre 2021
Cronaca

Antimafia, l'attentato ad Antoci è l'ipotesi meno plausibile

La Commissione presieduta da Claudio Fava, ha approvato la relazione finale dell'inchiesta sull'agguato all'ex presidente del Parco dei Nebrodi che resta “comunque una vittima”

Giuseppe Antoci

Resta un giallo il fallito attentato all'ex presidente del Parco dei Nebrodi, Giuseppe Antoci, la notte tra il 17 e il 18 maggio 2016. E' quanto emerge dalla relazione finale della Commissione regionale Antimafia approvata mel primo pomeriggio dal presidente Claudio Fava.

L'Antimafia regionale "più che esprimere conclusioni certe e definitive" dà atto "delle molte domande rimaste senza risposta, delle contraddizioni emerse e non risolte, delle testimonianze divergenti, delle criticità investigative registrate".

Delle tre ipotesi, però, il fallito attentato mafioso con intenzioni stragiste appare la meno plausibile. Così scrive l'Antimafia siciliana nella relazione. 

Si parla in particolare di "'attentato mafioso fallito, atto puramente dimostrativo o la simulazione. Ipotesi che vedono Antoci vittima (bersaglio della mafia nelle prime due; strumento inconsapevole di una messa in scena nella terza)".

L'auspicio è che "su questa vicenda si torni ad indagare (con mezzi certamente ben diversi da quelli di cui dispone questa Commissione) per un debito di verità che va onorato. Qualunque sia la verità".

La vicenda

Quella sera Antoci stava andando a casa a Santo Stefano di Camastra, dopo un incontro a Cesarò, quando la sua auto blindata (aveva una scorta di terzo livello) venne bloccata lungo la strada da alcuni massi e vennero sparati alcuni colpi di lupara contro la vettura da persone che poi riuscirono a scappare. Antoci, che è stato responsabile legalità del Pd e ora è tornato a fare il bancario, aveva attuato un protocollo di legalità nel parco dei Nebrodi poi allargato a tutta la Sicilia e quindi diventato legge nazionale. L'antimafia siciliana ha aperto l'inchiesta sulla vicenda nel maggio scorso.

Secondo la Commissiona antimafia, che ha approvato la relazione all'unanimità, “Antoci resta comunque una vittima”.

Le dichiarazioni

“Nonostante lo sforzo investigativo – spiega il deputato del Movimento5Stelle Antonio de Luca - purtroppo non si  arriva all’identificazione di un colpevole e quindi non si rinviene in maniera certa e granitica all’individuazione di un movente, che quasi certamente va ricercato nell'azione dirompente del protocollo Antoci.
Questo, umanamente, lascia il campo aperto a tante ipotesi. Confermo però una fiducia totale nel lavoro degli inquirenti, ai quali auguro di entrare presto in possesso di nuovi spunti investigativi per giungere alla verità assoluta, atteso che l'unica cosa certa – conclude De Luca - è che Antoci è stato vittima di un agguato, che se non pianificato dalla mafia, intesa come associazione mafiosa, è di certo stato eseguito con modalità mafiose”.

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