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Cronaca

"Atti segreti e fondi sottratti a Sviluppo e coesione", scatta il terzo esposto contro il Ponte sullo Stretto

Sarà inviato anche alla Procura europea dal deputato Bonelli: "Non starò fermo mentre 14 miliardi di euro di soldi pubblici vengono gestiti come un fatto privato". Giovedì Alemanno e Granata al Comune

Terzo esposto, anche alla Procura Europea, contro le procedure seguite per resuscitare il progetto Ponte sullo Stretto. A presentarlo  il deputato di Avs Angelo Bonelli dopo l'ennesimo rifiuto alla richiesta di accedere agli atti negoziali tra il governo Meloni, la Stretto di Messina S.p.A. e il consorzio Eurolink - guidato da WeBuild  che dovrà costruire l'opera, inclusi contratti e obbligazioni contrattuali, legati all’investimento. 

 “Tutto ciò che sta emergendo riguardo al ponte sullo Stretto è descritto negli esposti integrativi che ho presentato alla Procura della Repubblica di Roma. Il fatto che un deputato della Repubblica debba rivolgersi alla procura per verificare la correttezza delle procedure e il rispetto della legge conferma che ci troviamo di fronte a un problema serio per il paese”, spiega Bonelli.

“Pertanto, alla luce delle ultime notizie e dei documenti in mio possesso, presenterò in settimana il terzo esposto, secondo integrativo. Invierò l'esposto anche alla Procura europea, poiché i fondi utilizzati, pari a 2,3 miliardi di euro, provengono dal Fondo di Sviluppo e Coesione dell'Unione Europea. La società Stretto di Messina - prosegue - tiene segreti i contratti e gli atti aggiuntivi con i costruttori del ponte, ossia il consorzio Eurolink. Il governo, in risposta a una mia interrogazione in cui chiedevo di inviare il progetto del ponte per la sua valutazione al Consiglio dei Lavori Pubblici, il cui parere è obbligatorio per legge, ha dichiarato che il progetto non verrà inviato al Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici, pertanto non verrà analizzato da nessun organismo tecnico dello Stato".

"Siamo così nelle mani della società privata, che si è vista riassegnare l'appalto fatto 19 anni fa senza gara. Si tratta di un progetto interamente finanziato con soldi pubblici, e Salvini deve spiegare perché nel 2022 ha incontrato il presidente della We Build Salini e Lunardi prima di portare il decreto sul ponte in Consiglio dei Ministri e poi in Parlamento. Salvini spieghi perché ha discusso con Lunardi, che con la Rocksoil ha interessi nella progettazione del ponte, e che con il decreto sul ponte ha visto confermare progettazioni ed altro. Di fronte a questa situazione non starò fermo, mentre 14 miliardi di euro di soldi pubblici vengono gestiti come un fatto privato”, conclude.

Intanto giovedi 16 maggio alle ore 11:30, nella Sala Ovale di Palazzo Zanca, il segretario del Movimento Indipendenza, Gianni Alemanno, incontrerà i cittadini e la stampa per spiegare la posizione del Movimento sul progetto. Interverranno con lui Fabio Granata, dirigente del Movimenti Indipendenza! e storico oppositore di questo progetto, Daniele Tranchida, già assessore regionale al Turismo, e rappresentanti dei Comitati Cittadini.

“Dopo aver attentamente studiato le carte ed ascoltato i nostri dirigenti locali, è tempo che il Movimento Indipendenza prenda posizione su questo progetto che, secondo le intenzioni del Governo in carica e del Ministro Salvini, dovrebbe rappresentare la più importante opera pubblica del nostro Paese ha dichiarato Gianni Alemanno -  Ringrazio Fabio Granata che ha messo a disposizione la sua esperienza e il suo impegno civile per permetterci di formulare una posizione non ideologica, ma basata su precisi riferimenti tecnici e culturali. Sono proprio questi riferimenti che ci obbligano a prendere chiaramente posizione su un tema che ha impatti generali sul modello di sviluppo e sul progetto di investimenti pubblici di tutta la nostra Nazione”.

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