Audizione dei veterinari in commissione sanità, l'assessore Razza grande assente: pronti per nuove proteste

La presidente La Rocca Ruvolo sensibile ai problemi esposti già due anni fa nel frattempo niente è cambiato per gli specialisti ambulatoriali. “Occorre tutelare la salute dei cittadini e l’indotto economico che orbita nell’ambito della filiera agro-zootecnica”

Le vertenze dei veterinari di Sicilia in Commissione Sanità a Palazzo Dei Normanni. Martedì scorso si svolta infatti l’audizione in ordine alle problematiche dei medici veterinari specialisti interni della Sicilia a tempo indeterminato.

La presidente La Rocca Ruvolo, come già accaduto nel corso dell’audizione del febbraio 2018, si è mostrata sensibile, oltre che realmente costernata nell’apprendere come, a distanza di circa due anni, nulla sia cambiato relativamente alle istanze rivolte dai medici veterinari specialisti ambulatoriali siciliani. 

“Dopo la loro trasformazione e il passaggio alla specialistica convenzionata - si legge in una nota sindacale -  da troppo tempo la situazione dei medici veterinari convenzionati siciliani permane irragionevolmente immutata, a fronte delle persistenti esigenze del territorio, inerenti la necessità di garantire dovutamente i criteri di sicurezza alimentare imposti dalla vigente normativa nazionale e comunitaria”. 

Dispiaciuti per l’assenza in audizione dell’assessore Ruggero Razza o di un suo delegato, come già avvenuto durante la manifestazione del 20 novembre, nonostante dopo vari incontri pubblici avesse lasciato intendere potersi intraprendere un percorso condiviso e costruttivo, finalizzato a garantire l'erogazione dei pertinenti livelli essenziali di assistenza e, al contempo, risolvere le problematiche della categoria, similmente a quanto posto in essere nella altre regioni d’Italia aventi problematiche assimilabili.

La categoria dei Medici Veterinari Specialisti Ambulatoriali, rappresentata dai Coordinatori Regionali Sumai, Uil Fpl, Fespa, Cisl medici e da un rappresentante per l’area dell’IZS, non esclude la possibilità di ricorrere a legittime forme di protesta, per vedere riconosciuto il proprio ruolo determinante in seno alla Sanità Pubblica Veterinaria, a tutela della salute dei cittadini e nell’interesse dell’indotto economico che orbita nell’ambito della filiera agro-zootecnica.

Di recente, i veterinari dell'Asp avevano protestato davanti la sede dell'assessorato regionale alla Sanità per protestare contro situazioni di precariato che vanno avanti da decenni con formule contrattuali atipiche, anzi “illegittime”, come denunciato da Massimo Venza di Uil Fpl.

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